Ora, in realta’ spero di non essere ancora nel mezzo ecco, un tantino prima magari.
Sono qui per dire tutta la verita’ e nient’altro che la verita’ su quello che ho fatto il ponte del primo maggio. Ho percorso circa 100 km a piedi e circa 5 in autostop. HO BARATO VA BENE? Mi sono tolta subito il peso quindi ripartiamo con ordine dall’inizio.
Con altri 6 personaggi piu’ grandi di me (SI VA BENE ERO SEMPRE IO QUELLA PIU’ STANCA) siamo partiti da Altopascio (Lu) e siamo arrivati a Siena in 4 giorni, sulla via Francigena. Armati di guida e stampe da internet abbiamo attraversato campi, guadato fiumi (un ruscelletto in realta’, comunque mio zio ci e’ caduto lo stesso), affrontato cani famelici (alla catena), sopportato il sole a picco (mi sono scottata il collo e sto spellandomi, oggi non so cosa darei per essere un serpente, quando devi cambiare pelle semplicemente salti fuori da quella vecchia, la lasci per strada e fine della trasmissione, non vai in giro come un lebbroso), perso e ritrovato la via, marciato nonostante le vesciche e il dolore ai muscoli. E’ stato bello. Fa bene ogni tanto riuscire a superare i propri limiti e poter svuotare la testa. Pensi solo ad andare avanti, lasciando perdere dove devi arrivare e da dove sei partito. Ti godi il panorama intorno e tieni duro. Ora… Non e’ che sono andata in guerra, ci son cose ben piu’ difficili. Pero’ io ero abbastanza convinta che non sarei arrivata alla fine. La cosa bella e’ stata provarci. Ossia, andando contro il mio cronico bisogno di programmazione e previsione, senza aver avuto molto tempo per allenarmi, ho fatto un tentativo. Non sapevo se quello che mi ero portata andasse bene… scarpe, vestiti. Quale peso potevo sopportare sulla schiena per un percorso cosi’ lungo? E se fosse piovuto tutto il tempo? Un paio di scarpe o due? Piegaciglia o set manicure? (Scherzo).
Dopo due giorni mi sentivo un po’ tamarra, con la tuta e spettinata, anche la sera a cena se uscivamo quello era, i jeans pesavano troppo e i capelli approfittavano per prendere la piega che avevano sempre voluto avere, vista la mancanza del phon.
Non abbiamo parlato molto durante il percorso, ognuno ha il proprio passo. Forse la cosa piu’ dura era continuare a cambiare terreno: asfalto, sentiero con i sassi, sterrato, campo, salita, discesa. Ho scoperto di avere un sacco di muscoli e mi facevano male tutti tutti.
Ho pensato al motivo per cui nel corso dei secoli ci sono stati tanti pellegrini e ancora oggi non mancano. Parlo di quelli veri, che di km ne macinavano a centinaia se non a migliaia. Ho l’impressione che il sentimento religioso conti fino a un certo punto. E’ che cammini e non hai scampo da te stesso. Hai tanto tempo per pensare. E se provi dolore come fai a distogliere la mente da quel muscolo maledetto? E’ come uno spezzone a parte nel film della tua vita. In teoria hai uno scopo, arrivare, pero’ in quel preciso istante l’unico scopo e’ mettere un piede davanti all’altro. Un episodio in slow motion in cui eventualmente le cose ti arrivano ma non le stai cercando, procedi. Non so se mi sto spiegando. Non devi rendere conto a nessuno, e’ meglio lasciare da parte i pensieri masochistici o da malinterpretazione del sacrificio in senso religioso; e’ meglio pensare di fare quello che si puo’ finche’ vedi che ti serve. La vescica va bene, magari se hai una piaga ti fermi un attimo.
Ora, parliamo dei miei trucchi… L’autostop… Eravamo quasi a Siena quando la Nico, la sciura che faceva parte del gruppo, su una salita critica mi dice: facciamo autostop? Io: noooooooo. Dopo due minuti, lei era dietro di me, mi chiama. Mi giro e vedo una macchina con la portiera aperta, trasfigurata in un’aura di luce. Tre secondi di incertezza e mi son lanciata dentro con foga, a momenti uscivo dal finestrino opposto. Ho fatto ciao ciao a mio zio che mi guardava, forse un po’ deluso. Nello stesso giorno avevo gia’ barato. All’ottavo chilometro, semi azzoppata, volevo gettare la spugna e prendere l’autobus. Ci fermiamo in un bar per la colazione e la Nico mi offre un Aulin. Io scettica lo prendo (e’ da considerarsi doping ?). Beh, son ripartita non dico di slancio ma con un andatura di tutto rispetto. Devo dire che il fatto che l’autobus sarebbe passato dopo 4 ore e’ stato un deterrente, che facevo li’ tutto quel tempo?
Per il resto niente altro da segnalare, a parte la craniata alla sbarra di un portone che non avevo notato nell’entrare… La testa in effetti non mi faceva ancora male quindi andava sistemata….