Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Vita vera

Maggio 9, 2008

Bracciodiferro: “E Radio Londra? Non c’e’ oggi?”

Pens: ” No, e’ rimasta a casa per andare a prendere i figli a scuola.

Sua suocera non poteva, e’ radioattiva.”

 

Nota dell’Autrice: tolti gli pseudonimi tutto il resto e’ testuale….

 

Tra un attacco di cervicale e un budino al cioccolato…

Maggio 8, 2008

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Nel mezzo del cammin della mia vita… la diritta via era infinita

Maggio 7, 2008

Ora, in realta’ spero di non essere ancora nel mezzo ecco, un tantino prima magari.

Sono qui per dire tutta la verita’ e nient’altro che la verita’ su quello che ho fatto il ponte del primo maggio. Ho percorso circa 100 km a piedi e circa 5 in autostop. HO BARATO VA BENE? Mi sono tolta subito il peso quindi ripartiamo con ordine dall’inizio.

Con altri 6 personaggi piu’ grandi di me (SI VA BENE ERO SEMPRE IO QUELLA PIU’ STANCA) siamo partiti da Altopascio (Lu) e siamo arrivati a Siena in 4 giorni, sulla via Francigena. Armati di guida e stampe da internet abbiamo attraversato campi, guadato fiumi (un ruscelletto in realta’, comunque mio zio ci e’ caduto lo stesso), affrontato cani famelici (alla catena), sopportato il sole a picco (mi sono scottata il collo e sto spellandomi, oggi non so cosa darei per essere un serpente, quando devi cambiare pelle semplicemente salti fuori da quella vecchia, la lasci per strada e fine della trasmissione, non vai in giro come un lebbroso), perso e ritrovato la via, marciato nonostante le vesciche e il dolore ai muscoli. E’ stato bello. Fa bene ogni tanto riuscire a superare i propri limiti e poter svuotare la testa. Pensi solo ad andare avanti, lasciando perdere dove devi arrivare e da dove sei partito. Ti godi il panorama intorno e tieni duro. Ora… Non e’  che sono andata in guerra, ci son cose ben piu’ difficili. Pero’ io ero abbastanza convinta che non sarei arrivata alla fine. La cosa bella e’ stata provarci. Ossia, andando contro il mio cronico bisogno di programmazione e previsione, senza aver avuto molto tempo per allenarmi, ho fatto un tentativo. Non sapevo se quello che mi ero portata andasse bene… scarpe, vestiti. Quale peso potevo sopportare sulla schiena per un percorso cosi’ lungo? E se fosse piovuto tutto il tempo? Un paio di scarpe o due? Piegaciglia o set manicure? (Scherzo).

Dopo due giorni mi sentivo un po’ tamarra, con la tuta e spettinata, anche la sera a cena se uscivamo quello era, i jeans pesavano troppo e i capelli approfittavano per prendere la piega che avevano sempre voluto avere, vista la mancanza del phon.

Non abbiamo parlato molto durante il percorso, ognuno ha il proprio passo. Forse la cosa piu’ dura era continuare a cambiare terreno: asfalto, sentiero con i sassi, sterrato, campo, salita, discesa. Ho scoperto di avere un sacco di muscoli e mi facevano male tutti tutti.

Ho pensato al motivo per cui nel corso dei secoli ci sono stati tanti pellegrini e ancora oggi non mancano. Parlo di quelli veri, che di km ne macinavano a centinaia se non a migliaia. Ho l’impressione che il sentimento religioso conti fino a un certo punto. E’ che cammini e non hai scampo da te stesso. Hai tanto tempo per pensare.  E se provi dolore come fai a distogliere la mente da quel muscolo maledetto? E’ come uno spezzone a parte nel film della tua vita.  In teoria hai uno scopo, arrivare, pero’ in quel preciso istante l’unico scopo e’ mettere un piede davanti all’altro. Un episodio in slow motion in cui eventualmente le cose ti arrivano ma non le stai cercando, procedi. Non so se mi sto spiegando. Non devi rendere conto a nessuno, e’ meglio lasciare da parte i pensieri masochistici o da malinterpretazione del sacrificio in senso religioso; e’ meglio pensare di fare quello che si puo’ finche’ vedi che ti serve. La vescica va bene, magari se hai una piaga ti fermi un attimo.

Ora, parliamo dei miei trucchi… L’autostop… Eravamo quasi a Siena quando la Nico, la sciura che faceva parte del gruppo, su una salita critica mi dice: facciamo autostop? Io: noooooooo. Dopo due minuti, lei era dietro di me, mi chiama. Mi giro e vedo una macchina con la portiera aperta, trasfigurata in un’aura di luce. Tre secondi di incertezza e mi son lanciata dentro con foga, a momenti uscivo dal finestrino opposto. Ho fatto ciao ciao a mio zio che mi guardava, forse un po’ deluso. Nello stesso giorno avevo gia’ barato. All’ottavo chilometro, semi azzoppata, volevo gettare la spugna e prendere l’autobus. Ci fermiamo in un bar per la colazione e la Nico mi offre un Aulin. Io scettica lo prendo (e’ da considerarsi doping ?). Beh, son ripartita non dico di slancio ma con un andatura di tutto rispetto. Devo dire che il fatto che l’autobus sarebbe passato dopo 4 ore e’ stato un deterrente, che facevo li’ tutto quel tempo?

Per il resto niente altro da segnalare, a parte la craniata alla sbarra di un portone che non avevo notato nell’entrare… La testa in effetti non mi faceva ancora male quindi andava sistemata….

Diceva Vinicius De Moraes:

Maggio 7, 2008

La vita e’ l’arte dell’incontro.

 

Bene, io devo assolutamente imparare l’arte del congedo.

 

Da grande

Maggio 5, 2008

Da grande, almeno in questo weekend, avrei voluto essere:

-Giardiniere. Trovo che le serre siano luoghi stupendi, pieni di pace e tranquillita’, al pari di conventi e monasteri, col vantaggio pero’ che nessuno tenta di portarti sulla retta via. E poi secondo me l’annaffiatoio e’ un oggetto esteticamente perfetto. L’unico problema e’ che le piante quando mi vedono accusano un malore…

- Intellettuale tipo Philippe Daverio, che quando lo ascolto fare quei collegamenti ipertestuali e usare quella proprieta’ lessicale, per usare un termine aulico, rosico.

- Suonatore di armonica in Pink degli Aerosmith.

Dedicata ai timidi, o presunti tali

Maggio 1, 2008

Sondaggio intro

Aprile 30, 2008

Qual é secondo voi il miglior incipit di una canzone?

Per me quello di Riders on the storm.

No Alpitour? Ahi ahi ahi ahi

Aprile 28, 2008

Io e Pippo  abbiamo deciso di passare il ponte sull’appennino piacentino e, da persone sensate e attente quali siamo, abbiamo fatto la partenza e il rientro intelligenti… Peccato per quello che c’è stato in mezzo. Non abbiamo prenotato l’albergo, alla nostra età non si fa, non abbiamo bisogno di queste certezze, soprattutto perché la nostra meta non era la solita montagna o il solito mare dei milanesi; però non avevo considerato che al mondo non ci sono solo loro, vanno in vacanza anche gli altri. In realtà una stanza l’abbiam trovata al primo colpo, meglio al secondo, volevamo l’agriturismo ma in effetti era pretendere un po’ troppo. Era l’ultima camera… carina per carità ma a me mancava un tantino l’aria. C’erano quei 10 m2 in meno che l’avrebbero resa ariosa e accogliente. La proprietaria ci ha detto che se ci interessava potevamo cenare lì.

Noi baldanzosi abbiam soffocato una risatina di scherno “Vogliamo roba tipica, mica i quattro salti in padella”, ci siam detti, i due perfetti saccenti polli di citta’. E cosi’, pancia in dentro e petto in fuori, siamo usciti sulle stradine del caratteristico paesello alla ricerca di una accogliente trattoria con un oste rubicondo e gioviale. Abbiamo trovato solo alberghi e uno strano locale dove si vendevano libri, tisane e si poteva in teoria cenare, ma la commessa doveva chiedere il benestare del cuoco. Però data un’occhiata al menù abbiamo desistito, ci sembrava una roba fusion/nouvelle cuisine, noi volevamo qualcosa tra lo strutto e il truzzo, servito su tovaglia a quadri rossi e bianchi. Morale, ci siam fatti dieci chilometri e abbiam trovato un agriturismo che ci ha accolti, secondo me solo perché avevamo gli occhi fuori dalle orbite dalla fame. Non era male: al secondo sorso di gutturnio tra la mia età anagrafica e quella che dimostrava il mio inutile chiacchiericcio c’era uno scarto di 20 anni buoni. Al Pippo il brasato non è piaciuto molto: il fatto che in cucina girassero tre o quattro cani lo ha reso sospettoso. Io ormai ero brilla, se avessi mangiato il tovagliolo non avrei fatto una piega (e neanche il tovagliolo).

Al ritorno abbiam parcheggiato la macchina in piazza e siamo andati a nanna. Al mattino la ricerca di un bar per la colazione si è dimostrata altrettanto ardua delle peregrinazioni per la cena. Erano le 10 circa, le brioche erano state mangiate dai nonnetti mattinieri, pocciate nel bicchiere di bianco presumo. Giunti in piazza abbiam trovato finalmente un baretto e uscendo dal retro… Toh, che bello il mercato! Toh…………………………………………………… ehm, la nostra macchina… come si intonava bene con i fiori della bancarella in mezzo a cui si trovava… azzurrina pastello tra il verde… un po’ meno con il foglietto giallo della multa sul parabrezza. Oh oh. Con le orecchie basse ho chiesto al fiorista se poteva mica spostare un tantino il carrellino portavasi così passavamo… E così, tra anziane massaie che si scostavano malvolentieri cariche di sporte e due che ci aiutavano nelle manovre siam riusciti a emergere dal vivaio itinerante. Gasp!

Emersi dalla verzura, abbiamo dedicato mattina e pome alla visita di due castelli. Il primo notevole: la guida era tale Francesco, presumo laureando in Storia dell’arte, simpatico e brioso. Per quanto riguarda il secondo… Già il livello architettonico non era quello dell’altro, se si aggiunge a ciò il fatto che la guida era una sciura in tuta da ginnastica che secondo me aveva lasciato controvoglia il sugo sul fuoco per venire lì a parlarci con la flemma di un gatto con la malaria della storia del maniero… Certe volte non finiva le frasi e a me veniva da scrivergli su un biglietto una possibile conclusione e metterglielo davanti al naso. Che ansia!!!

Stamattina sono arrivata in ufficio e alle macchinette mi hanno detto che mi hanno visto a Bobbio mentre cercavo parcheggio. Perche’, perche’ 95 volte su 100 in cui vado in giro becco o mi becca qualcuno di qui che conosco? Un recondito motivo ci deve pur essere. Per fortuna che non ho nulla da nascondere (?), o meglio non posso averlo!

Messaggio alla popolazione femminile

Aprile 24, 2008

Signore, signorine, fanciulle che vi vestite da quarantenni:

BASTA CON QUESTE LOUIS VUITTON FINTE!!!

SIETE DEI PECORONI!!!

E poi vi assicuro che si vede benissimo che sono false, si nota da un chilometro la XL e forse dovreste sapere che chi se ne intende sa bene che non possono essere stampate a rovescio!!!

Mi dite che senso ha? Non sarebbe meglio una borsa particolare che vi distingua un po’ dalla massa?

Grazie per la cortese attenzione…

Back to the past

Aprile 21, 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

There’s no words to say

No words to convey

This feeling inside I have for you

Deep in my heart

Safe from the guards

Of  intellect and reason

Leaving me at a loss

For words to express my feelings

Deep in my heart

Look at me losing control

Thinking I had a hold

But with feelings this strong

I’m no longer the master

Of my emotions…

Tracy Chapman - For you