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E’ evidente che Brezsny mi spia. Febbraio 27, 2009

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Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Fa’ attenzione a chi si comporta come un cafone educato, un critico musicale stonato o un amante senza cuore. Potrebbe insegnarti molto su quello che non ti serve, ma non è il candidato giusto per stabilire un rapporto duraturo. Prova a pensare invece a chi potrebbe essere l’alleato ideale per il tuo futuro. Quali voci incoraggianti dovresti attirare nella tua sfera interiore? Quali avventurieri intelligenti dovresti scegliere come amici fedeli? Quali aiutanti rispettosi meritano una ricompensa per il buon influsso che hanno avuto su di te? È un ottimo momento per prendere queste decisioni.

La croce Honninfjord Febbraio 20, 2009

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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La sincronia stentava ad arrivare; ma io avevo una settimana di ferie, e nient’altro da fare a Venezia, ormai, se non suonare quel Requiem.

L a musica cominciò.

Me lo dice sempre Alvaar, le poche volte che mi sorprende suonare il pianoforte: “Ti chini tanto quando suoni che pare che baci i tasti.” Come se il pianoforte fosse una donna da conquistare.

“Suoniamo ancora. Stavolta, dall’inizio alla fine”.

Suonare, pensai, è come spalancare una porta. Non si sa mai cosa può entrarci dentro. E la melodia cresceva, indipendente da noi, ed ecco quella prima scala, mi si fa re, il battello, i seni, i trecento grammi di zucchero, fa# do# sol mi, e le mie dita sentivano la pelle di Marie sotto di sé e non avorio, e si facevano nervose, come cercassero qualcosa del suo corpo, come se tra i tasti ci fosse una risposta o un abisso da fuggire, e non dico i diesis, ma quell’intervallo che sta tra il mi e il fa dove non c’è nulla, non c’è il ponte di un tasto nero, eppure nulla si rompe, sol# re# la fa#, e si procedeva, io e Nani, re la re# do, incerti, senza possibilità di scelta, troppo tardi per tornare indietro, fa# do# sol mi, ci sono cose da fare, nella vita, quando bisogna farle, do# sol# re si, taci Bjorn, che le parole disfano la notte, fa do sib re#, ed era amore, carne e geometria, quel che esce dal corpo e quel che ne diviene parte, e avrà fine, mi si fa re, ma certe cose non finiscono, certe cose finite continuano per sempre a finire.

 

Giovanni Montanaro

Feeling blue Febbraio 19, 2009

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Sono tempi duri, questa non è una novità. L’altra sera guardavo un programma di quelli pesanti su rai tre, un reportage sulle aziende italiane in crisi. Sono andata a dormire con un certo peso sul cuore. Vedere un omone con le lacrime agli occhi, un piccolo imprenditore alle prese con i debiti che non sa come estinguere, magazzini pieni di merce stoccata che nessuno vuole, capannoni deserti, una volta in piena attività, mi ha dato molto da pensare. Uno degli imprenditori intervistati ha detto che, quando la crisi passerà, le cose non saranno più le stesse. Io penso che l’economia debba necessariamente cambiare, perché le leggi che regolano i mercati di oggi sono contro ogni logica di durevolezza. Non viviamo su un pianeta che produce energie a ciclo continuo per l’eternità, capace di soddisfare tutti i nostri capricci senza accusare il colpo. Quello che ci salverà secondo me, sarà imparare a vivere in modo sobrio e a vedere in piccolo. Per abbassare i prezzi bisognerebbe tagliare i costi di trasporto e favorire i prodotti a km zero, ossia locali. Comprare un pomodoro prodotto da un contadino della tua regione riduce l’inquinamento ed è più conveniente. Prediligere quelli del commercio equo, dove i contadini vengono pagati in modo dignitoso. Che si catafottano le multinazionali che deforestano per far posto alle monocolture e che ci impongono una gamma limitatissima di varietà di frutta e verdura, imponendo i loro prezzi e ammazzando la diversità biologica. E’ un dato di fatto che la terra non riuscirebbe mai a sostenere uno stile di vita consumistico come quello di noi occidentali se un tenore di vita simile fosse quello standard di tutti gli abitanti del pianeta. Se noi possiamo permetterci tutto, è perché la maggior parte delle persone vive di niente. Sono perfettamente consapevole di dire delle banalità, è solo che purtroppo certe verità cercano di nasconderle ci riempiono la testa con altro per distrarci. Una cosa che trovo agghiacciante in questo periodo è l’accanimento contro i rom. Siamo incazzati e insicuri a causa della depressione economica e ci stanno fornendo un capro espiatorio contro cui sfogarci. Nel novembre del 2007 era stata uccisa da un rom Patrizia Reggiani, e il suo nome è stato fatto moltissime volte nel corso di campagne elettorali, quando si parlava di sicurezza. E pensare che sua sorella si è fatta promotrice dell’adozione a distanza di un bambino rom in Romania. Non è forse questa la miglior risposta a quello che era successo? E’ stata capace di vedere delle persone, al di là di una presunta razza. Come si permettono di infangare in questo modo la memoria di una persona andando totalmente contro al pensiero della sua famiglia? Come dopo il settembre 2001 che innescò la caccia all’islamico, ancora una volta si prendono di mira i più deboli, è così facile, loro cosa ci possono fare? Nessuno si incazza con le banche che hanno innescato la crisi lasciando correre finchè si poteva. Forse ho fatto un insalata mista poco coerente e si capisce che di economia non ci capisco nulla, è solo che mi sento triste. Fine del predicozzo

San Valentino in ritardo Febbraio 16, 2009

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È la più certa prova d’amore

quella di un uomo

che cambia parere per essere d’accordo con la donna.

Erri De Luca 

Complimento del mese Febbraio 13, 2009

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” Si. Io pero’ ti vorrei al governo.”

Gli amanti fiamminghi Febbraio 10, 2009

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Si ricordi, caro signore,

l’amore,

come la vita,

e’ un reato.

Non se lo dimentichi.

Ciascuno porta in petto la sua mezza libbra di colpa.

Paolo Maurensig

Intro (spezione) Febbraio 9, 2009

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Ascolto canzoni che una volta avrei disprezzato piu’ o meno elegantemente, mi piacciono oggetti che una volta avrei trovato di dubbio gusto, apprezzo sapori che una volta avrei trovato inimmaginabile gustare, e letteralmente amo la compagnia di persone che una volta avrei trovato difficile da tollerare.

Tutto cio’ mi confonde. Che succede?

Sono le prime avvisaglie dell’eta’, per cui ti ammorbidisci e ti fai andar bene qualsiasi cosa?

Oppure sto diventando piu’ saggia e ho imparato a discernere e ad apprezzare solo quello che mi piace di individui e situazioni?

Ma questo atteggiamento non puo’ essere letto come una sorta di opportunismo?

Questa cosa mi terrorizza, non mi riconosco piu’, ma non e’ detto che la cosa mi dispiaccia. Ci devo riflettere.

Vinicio, ti adoro Febbraio 4, 2009

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E’ una giornata perfetta

passeggio nella strada senza fretta

ascolto Vic Damone alla radio diffusione

a spasso per la mia citta’

Giornata di sole trovata da solo

mi rado in canottiera e tutto il mio pensiero

è solo un motivetto per farfisa ..

Viel spass!

Il giovedì mi cade sulle scarpe

mi veste a pennello

a passo di tip tap

fresco d’acqua di Colonia

l’aria mi bacia e sogna

E’ una giornata perfetta

accendo la prima sigaretta

camicia a quadrettino modello tabacchino

pettine al taschino

bacio un caffè Tubino

La vita è un ricciolo leggero nel vapore

un filo cielo color mattino

color cestino azzurro dell’asilo

Fischiare quando passan le ragazze

come primavere fischiare

e rimanere al tavolo seduto

non inseguire niente né botole né imbuto perché..

E’ una giornata perfetta

passeggio nell’attesa senza fretta

il tuo pensiero in testa mi rifa’ la scrima

e tutto è ancora prima leggero

nell’attesa prima che si consumi

prima che si ripeta

Le frenate degli aerei in cielo mi fanno l’occhiolino

è qualcuno che mi pensa da vicino

la sola nuvola di questo mattino

E’ una giornata perfetta

nella giardinetta che ci aspetta

vestito da pic nic modello spic e span

anche le fronde ridono

dagli alberi sorridono

Male non c’è

far così è così gentile

fischiare salutare

sulla giacca ho appuntato un fiore

nell’estasi d’insonne

ovunque spargere le rose

Non si è fatti per stare a soffrire

andarsene se è ora di finire

affidarsi alla vita senza più timore

amare con chi sei o dare a chi ti da’

e non desiderare sempre e solo quello che se ne va..

Girare saltellare appesi a un cocktail da ombrellino

toccare il cielo da vicino

a passo di tip tap

nuvole d’acqua di Colonia

l’aria mi bacia e sogna..

 Una giornata perfetta

V. Capossela

 

Se non sei capace… Febbraio 2, 2009

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La mia amica cantantessa mi ha portato da Zanzibar un flaconcino di crema alla papaya, dicendomi di farne impacchi per i capelli.

 

Ieri ho fatto la doccia, ho messo l’impacco, l’ho risciacquato e ho fatto le trecce.

Non avendoli quindi asciugati, in effetti, non mi sono resa conto che la crema li ha resi un tantino viscidi.

 

Risultato: vi ricordate ne “Il Principe cerca moglie”, l’ex fidanzato antipatico che la bella lascia per sposare Eddie Murphy?

Quando si sedeva lasciava l’alone di gel sul divano…ecco, oggi evitero’ di appoggiare la testa da qualsiasi parte…