Ottobre 31, 2008
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Martedì sera ero al Planetario, e guardavo quella finta volta celeste, così vera.
Ezra Pound diceva “Da tutta questa bellezza qualcosa deve venire”.
La bellezza si rivela in momenti inaspettati a volte e ti stupisce, si fa felicita’, ti prende alla bocca dello stomaco. Sprazzi, l’ultimo pezzo del mosaico, improvvise intuizioni, a un tratto tutto si rivela. Hic et nunc. Non c’e’ nulla da spiegare.
Basta a se stessa e ti fa sentire sazio, senza gravita’, di una leggerezza che pesa solo di pensieri liberi. Come quando sei in volo, ti libri anche sopra te stesso. Ogni sogno si fa possibilita’, ogni fronzolo si opacizza rendendo chiaro il suo ruolo di contorno.
Quando la sua luce si spegne ti rendi conto di quanto ne avevi bisogno e di quanto, stupidamente, fai ogni giorno per allontanarla.
Giornate amare Ottobre 24, 2008
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Cosa c’e’ di peggio di un piccolo Hitler che si comporta da cafone ed da arrogante?
Un piccolo Hitler che inizia a considerarti e minaccia di baciarti perche’ hai fatto un buon lavoro…brrr…
Ho iniziato a scrivere questo post ieri, ed ero partita con una filippica contro Silvio che vorrebbe mandare gli SWAT all’asilo, e lui che fa? Per dispetto dichiara che non ha mai detto di voler inviare forze dell’ordine nelle scuole. Quindi, sorry, sara’ per la prossima volta.
Perche’ sicuramente ci sara’, una prossima volta…
Volevo anche congratularmi per la nuova pubblicita’ dell’Unita’. Per sponsorizzare il nuovo formato mostriamo il solito culo femminile. Gratificante. Giornale diretto da una donna. Eccellente.
Ieri sera tornando a casa prima del sottopasso mi si affianca una signora sulla sessantina.
“ Mi scusi signorina, lei passa sotto?”, “Si, certo”, “Posso venire con lei? Sa, a quest’ora da sola ho un po’ paura”, “Ma si figuri, nessun problema!”, “E’ che se ne sentono di tutti i colori, anche l’altra sera mia figlia, era in macchina e si sono avvicinati due ragazzini, in moto, e uno dei due, ovviamente di colore…”
OVVIAMENTE DI COLORE??? Ma bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Non ne posso piu’ del razzismo preventivo. Potrei capire se, dati alla mano, mi diceste: vabbe’ Petronilla, devi convenire che prima della grossa andata immigratoria degli ultimi anni, i furti, le rapine, gli omicidi, la violenza non sapevamo nemmeno cosa fossero qui, nel fatato mondo italiota.
Pero’ non mi posso sentir dire “ovviamente di colore”.
Ho augurato buonasera alla signora, ho riacceso i Led Zeppelin e ho allungato il passo. Si fotta la signora.
The concert Ottobre 22, 2008
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Ieri sera, In Flames all’Alcatraz. Siam riusciti a vedere il concerto e stiamo bene. Abbiamo parcheggiato in cima a via Valtellina, c’era posto anche piu’ vicino ma noi abbiam fatto della previdenza la nostra bandiera. Pippo era su di giri, cosi ho ottenuto che mi comprasse al Mc Donald il panino nuovo, quello quadrato col parmigiano reggiano. Tre etti di roba trasudante maionese, poi ero un po’ costipata e io mio passo si e’ fatto pesante. La solita ingorda. Almeno non c’erano quegli schifosi cetrioli. Io li odio, come lo zenzero e le acciughe.
Comunque, stavolta non ho sbagliato abbigliamento. Maglia nera e anche la giacca. Pensate che scema, c’era una con la maglietta con le righe colorate… proprio come la mia dell’Evolution Festival di luglio, ah ah.
Tra il primo gruppo che ha suonato e i beniamini del Pippo c’e’ stato un po’ di intervallo, troppo direi. Ero pronta a saltare sul palco e pestare qualche tecnico se ancora ci fosse andata male, ero un po’ inversa perche’ il famoso sconto sul biglietto, garantito a quelli che avevano preso il bidone in luglio, non l’avevamo avuto. Era solo per chi l’aveva acquistato entro il 21 settembre. Che strano. Con tutto il rispetto, con la sfiga che abbiamo avuto io non ci tenevo a comprare il biglietto due mesi prima, non si sa mai.
Ogni dieci minuti guardavo il soffitto, bisognava tenere d’occhio quell’intrico di tubi sospesi, controllavo anche il mixer (quest’estate all’Idroscalo era stata la causa dell’annullamento del concerto). Ho notato che avevano fatto sparire tutta la mobilia dal locale, non c’era ne’ un tavolino ne’ una sedia. Non so io, non eravam mica ex galeotti, magari fan piu’ casino quelli che vanno a vedere Gigi D’Alessio. A parte rutti e qualche bestemmia, non c’e’ nulla da temere.
Il Pippo mi provocava ma io non ho piu’ cercato di incitare i cantanti, e poi comunque Robert ieri non c’era…
Ho accennato qualche ballo ma avevo paura di sbagliare, del resto con quello che avevo mangiato non potevo rovesciare la testa avanti e indietro forsennatamente come il cantante, finiva male di sicuro per quelli davanti a me. Ho dato un’occhiata alle bancarelle: ma perche’ spendere 25 euri per una maglietta da usare come pigiama?
Mi sono divertita, anche se taluni individui sparsi tra il pubblico non si lavavano dalla prima comunione. Poi siamo usciti in grande stile all’ultima canzone , cosi abbiamo evitato la folla delle migliaia… cioe’ centinaia…(?) di fans che si sarebbero assiepati all’uscita alla fine dello spettacolo.
Siam tornati a casa, soddisfatti sebbene non rimborsati.
The dog Ottobre 16, 2008
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Ieri sera sono scesa a buttare la spazzatura. Nel cortile, sono stata accolta dal minaccioso ringhio del pittbull del vicino del primo piano, che con lo sguardo carico di odio mi sbirciava dal balcone. “ Speriamo ti sopprimano” ho pensato con amicizia. In genere, se sento che i suoi padroni stanno per aprire la porta per l’ora d’aria quotidiana, durante la quale sicuramente compie qualche omicidio, tento di barricarmi in ascensore o di abbarbicarmi alla lampada dell’atrio. La loro porta e’ proprio davanti all’ascensore e alle scale, quindi non c’e’ scampo da un’eventuale attacco. Il proprietario e’ degno della belva che possiede. Sembra il cuggino italiano del conte Ddracula: bianco come un cadavere, saluta solo quando e’ proprio costretto. Sta sempre con le persiane abbassate, anche quando rifulge il sole. Per fortuna sa di avere un killer come amico, quindi quando mi vede tiene quell’idiota di un canide ben saldo. Sicuramente non e’ colpa sua se e’ cosi’ perfido, io una razza del genere la vedo poco come animale da compagnia recluso in appartamento. Mi fa un incazzare vederlo cosi’ aggressivo e mi fa un po’ strano vedermi con i suoi occhi, con la mela in bocca e le patatine intorno. Povero, magari sogna prati verdi e corse sfrenate…
Filosofia applicata alle Ferrovie dello Stato…e non solo Ottobre 14, 2008
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“Rifiutandomi di correre per prendere treni
ho provato la sensazione di avere il pieno controllo del mio tempo,
dei miei progetti, della mia vita.
Perdere un treno fa male solo se gli correte dietro.
Allo stesso modo,
non corrispondere all’idea di successo che altri si aspettano da voi
fa male se e’ proprio quello che cercate di fare.
E’ piu’ difficile perdere in un gioco
in cui siete voi a dettare le regole.”
Il Cigno nero, Nassim Nicholas Taleb
Me tapina! Ottobre 9, 2008
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Ho colpito ancora.
Volevo caricare il cellulare in ufficio, allora mentre la mia collega era a pranzo ho infilato la presa del caricatore nel pozzetto dove erano collegati anche il fax e una stampante. Misteriosamente pero’, non si caricava. Boh? Vado a pranzo e torno. La collega mi fa: ho provato a stampare ma mi era rimasta la coda di stampa, quindi ho spento e riacceso la stampante. Guardo la stampante, ha l’interruttore acceso ma non da segni di vita, cosi come il fax. Comincio a sogghignare. Naturalmente nell’infilare la presa nel pozzetto ho spento l’interruttore del pozzetto stesso senza accorgermente, quindi non funzionava piu’ nulla.
Una volta avevo un angelo custode che quando stavo per combinare disastri in qualche modo interveniva. Probabilmente si e’ dimesso per consunzione.
Sono sola con la mia furbizia. Ahime’…
Fishy business Ottobre 8, 2008
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Siccome volevo fare la faiga e dimostrare che non sono razzista, ho assaggiato i dolcetti che una delegazione di un’azienda coreana in visita ci ha donato con grande munificenza. Dieci scatole ne han portate.
Dovevo immaginare che tanta circospezione e ritrosia all’assaggio da parte dei miei colleghi un senso dovesse averlo. Ma siccome davanti al cibo perdo ogni ritegno, ho provato quasi tutto: il croccante con noci e sesamo, il croccante di fagioli secchi (non avevo colto che fossero legumi), la mattonellina densa come un buco nero (una specie di pan di spagna impregnato di olio) e dei biscottini travestiti da pavesini che in realta’ erano spugne da cucina ricoperte di sesamo. Mi sono astenuta quando ho visto il peperoncino, quello proprio no. E’ che volevo trovare qualcosa di buono. Missione fallita. Ho inoltre il vago sospetto che quell’olio un giorno avesse a che fare con un pesce…L’aroma era sospetto.
Ecco… avete mica il Listerine? Il Tantum Verde, il pino silvestre?
Aiuto!
Credenze popolari Ottobre 8, 2008
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Si dice che quando ti cade qualcosa dalle mani significa che qualcuno ti pensa o qualcuno arriva.
Deduco che stia per venirmi a trovare l’esercito italiano oppure che sono come la Scavolini, la piu’ amata dagli italiani, perche’ stamattina mi sono caduti, nell’ordine:
Tappo del deodorante, cucchiaino del caffe’, MP3, chiavi, tesserino del bus e giornale.
E non sono nemmeno le 9 del mattino.
Magari prendo in considerazione anche una visita medica, vah…
Tema: cos’e’ per te l’autunno Ottobre 6, 2008
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A me l’autunno piace un sacco. La natura e’apparentemente un po’in sordina e stando in citta’ e’ piu’ difficile carpirne i mutamenti, pero’ l’odore di questa stagione riesce a superare quello dello smog e raggiungere le mie narici. E’ una stagione felice, forse perche’ per me rimane legata al ricordo delle castagne e delle prime giornate in cui si accende la stufa; il calore della fiamma della legna e’ ben diverso da quello del riscaldamento. Sentire lo scoppiettare dei nodi dei ceppi, l’odore del fumo nei primi momenti, quando la legna comincia ad ardere… (da provare la legna umida, produce una cortina fumogena che ci puoi affumicare lo speck. Quando abitavo a Brescia mi sorbivo le imprecazioni da parte di mia mamma contro mio papa’: lui certe volte portava a casa robaccia procurata nei suoi giri loschi, rischiando di sterminare la famiglia perche’voleva comunque smaltire le sue porcherie, ritenendosi un ecologista. La stufa sputacchiava e protestava unendo la sua alla voce di mia madre. Il top era quando portava pezzi di trave mezzi marci, erano piu’ i chiodi che rimanevano mescolati alla cenere che la legna bruciata.)
Cuocere le castagne sul camino nella apposita padella coi buchi sul fondo secondo me e’ uno dei momenti piu’ magici che ti possa regalare la vita… sempre che non ti dimentichi di togliere un pezzettino di buccia alle castagne prima di metterle sul fuoco. In caso contrario la castagna trascurata si trasforma in una molotov che parte in direzioni imprevedibili con una notevole accelerazione. Riceverla bella rovente in faccia… che sia cosi’ che capitan Uncino aveva perso l’occhio? Comunque… continuo con l’immagine poetica: cucinarle nella mansarda con il soffitto rivestito di legno, sbucciarle ancora calde… la notte che cala pian piano..
A me piaceva anche andarle a raccogliere. Trovare i ricci maturi color oro brunito, aprirli con un bastoncino o i guanti, scoprire i frutti lucidi e pienotti, camminare sulle foglie cadute, in una di quelle giornate dove la nebbia copre le cime delle montagne con un velo sfilacciato e opaco. E, naturalmente, fermarsi ad ammirare il tecnicolor di sfumature dei boschi. Scoprire come possono sciogliersi i confini del giallo, del marrone, del viola e confluire in gamme cromatiche senza nome. E le giornate di quel sole breve e tiepido, da cogliere al volo…
Venerdi pomeriggio Ottobre 3, 2008
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Siede in treno di fronte a me. Avrà vent’anni, i capelli ricci e scuri, un fisico da lottatore, dei segni violacei sotto gli occhi che mi fanno pensare ad un giocatore di football americano, e con tencia invidiabile sta tentando di sistemare il mitico cubo di Rubik. Noi, tutti intorno, lo fissiamo ipnotizzati.
Che spettacolo è la gente fuori dal comune.


