Ronf ronf Settembre 2, 2008
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Che sonno ragazzi.
Il sonno della ragione genera mostri. Pensate che la mia dorme da sempre. Infatti sono un po’ stranetta.
Ho dato un’occhiata a cosa stesse facendo il nonno ma non ho ben capito in quale sito stesse navigando. Non mi sembravano acque territoriali, pareva qualcosa per gli adolescenti. Tutto colorato. Mi sa che lo stiam perdendo.
Sabato parto per le vacanze ma mi fa strano, le ultime vere le ho fatte a ottobre… Mi fara’ mica male? Non son piu’ abituata. Staro’ via poco, per sicurezza.
Stase si ricomincia la palestra. Via, giu’nella piscina a fare aquagym con le altre foche monache! Con quell’istruttore che ha tutta l’aria di rompersi le balle in una maniera incommensurabile. Anni di ISEF per far fare quattro salti a un mucchio di articolazioni artritiche e di carni flaccide. Dite che sono un po’ cinica? Chissa’ se prima o poi la mia cellulite si solidifichera’ in muscolo. Una sensazione mai provata.
Non so voi, ma io ho una gran paura di invecchiare. In parte del decadimento fisico, ma soprattutto di quello fisico/intellettuale. Davanti alla casa di Pippo c’e’ una casa di riposo.
Mi metto sul balcone ogni tanto e guardo, vedo anziani in carrozzina spinti da qualche infermiera. E mi chiedo: io saro’ capace di accettare di diventare cosi? Di non potermi arrangiare, di guardare alla finestra quelli che passano, di aspettare di spegnermi lentamente. Ma ha senso? Mi sono risposta che forse di pari passo con il cedimento fisico manchera’ anche la voglia agire e diventera’ naturale accettare il declino. Non so, io adesso non sono molto pantofolaia, dopo un po’ che sto ferma devo fare qualcosa. Per non parlare di quando mi ammalo. Gia’ mi sembra che il lavoro risucchi una parte di tempo che potrebbe essere dedicato alla vera vita (non parlo necessariamente di ozio), la malattia proprio mi fa incazzare. Madre natura poteva far di meglio. Campare fino a ottant’anni in piena forma fisica e poi schiattare nel pieno delle forze. Mica male eh? Niente pannoloni, niente malinconia, niente Alzheimer e solitudine.

Una volta per dormire sotto un tetto, dovevi ammazzare l’orso gigante che dimorava nella caverna. Ed inoltre non c’era l’assistenza sanitaria. Non rischiavi di cedere all’ansia della vecchiaia perche’ non ci arrivavi. Morale: madre natura ha progettato bene, siamo noi che abbiam scombussolato “il grande disegno” (azz, parlo come un massone ora!)
Anzi, ripensandoci, anche nella nostra era moderna ed agiata corriamo dei pericoli: ad esempio il mio approccio al sofficino che ti ho raccontato stamane
Eh no caro! Ci ha fatto troppo intelligenti, si fa per dire, cosicche’ siamo stati in grado di allungarci l’esistenza. Allora o ottusi e dalla vita breve, o intelligenti e longevi… Era meglio cosi’.
Mah, allora sono un’eccezione: ignorante come una capra ma dalla vita lunga
In ogni caso non ti crucciare: quello che e’ inevitabile va sempre affrontato con leggerezza