Siete o non siete curiosi di sapere le ultime disavventure di Dubium e Pippo? In ogni caso ve le racconto, tanto nessuno vi obbliga a leggere.
Volendo ben vedere, con il tempo che fa negli ultimi mesi, uno si deve ritenere fortunato se uscendo per una gita fuoriporta non rientra a casa con i piedi in avanti. I fulmini sono in agguato, secondo me anche a ciel sereno.
Fatto sta che sabato ci siam recati pieni di speranza all’Evolution Festival all’Idroscalo. Quale speranza? Io di non prenderle da qualche metallaro (pensavo che prima o poi mi sarei tradita fischiettando non so, qualche motivetto tipo le tagliatelle di nonna Pina, o una canzone mielosa di Celentano rivelando così la mia totale ignoranza del genere musicale del Festival e ricevendo a tradimento una mazzata sul coppino da qualche sgherro disgustato), il Pippo di vedere i suoi idoli, gli In Flames. Bon, i concerti iniziavano il pomeriggio, ma siccome al mio moroso gli altri non interessavano granchè siamo arrivati verso le otto e mezzo, i suoi beniamini si sarebbero esibiti alle 10. Io sono arrivata davanti al palco e ho capito che avevo già sbagliato. Fate conto che ci fossero, non so, poniamo 500 persone? Ecco, 495 avevano la maglietta nera. Io non ero fra quelle. La mia era bianca con righe di circa 78 colori diversi. Tanto valeva che me ne mettessi una con su un bersaglio. Gli altri quattro almeno ce l’avevano tinta unita. Ho trattenuto a stento le lacrime, comunque nessuno pareva essersene accorto. Dopo che gli Opeth (i fan gridavano a gran voce il loro nome, allora mi sono unita anche io, però dicevo Robert perché avevo frainteso, meno male che il Pippo mi ha spiegato se no mi prendevo una revolverata; poveretto, che figure gli ho fatto fare) hanno finito, toccava a Loro. A quel punto in cielo deve esserci stato un duello fra entità divine. Un fronte nuvoloso da film statunitense apocalittico si è avvicinato a velocità preoccupante. Io ho esaminato velocemente i possibili ripari e sono arrivata a un’unica conclusione: siamo nella me… A un certo punto ha cominciato a piovere e ho costretto Pippo a seguirmi sotto la tenda, dove c’era una bancarella di magliette. Dopo un momento ho pensato che stessero sparando sul soffitto, invece era la grandine, alcuni chicchi erano proprio come dicono al telegiornale, grossi come le noci. Non volevo essere pessimista, ma ho passato cinque minuti un po’ così. C’erano un sacco di fulmini ed eravamo sotto un albero. Intorno a noi c’era una popolazione di giovani e simpatici bestemmiatori; io volevo dire loro di contenersi che non si sa mai, non eravamo proprio nella posizione per insultare tutti gli abitanti del cielo in modo indiscriminato, però son stata zitta. Poi tutto è finito. Io ero contenta di aver portato Pippo al riparo, a me piace come è adesso, senza bitorzoli sulla testa.
Ci siam radunati di nuovo sotto al palco e, dopo 40 minuti di attesa e tentativi di riparare i danni da parte dei tecnici, ci han detto che non potevano ricominciare, perché era pericoloso a causa dell’acqua e si era danneggiato nonsocosa del mixer. In alto son risuonati altri pittoreschi e coloriti insulti, ma niente da fare. Pippo era sconsolato.
Non che il giorno dopo abbiam fatto furori. Abbiam raggiunto degli amici a una festa in provincia di Alessandria, ma a causa di approssimative indicazioni stradali scaricate da Internet e del fatto che il posto era un tantino imboscato, siamo arrivati in tempo per mangiare e vedere gli altri ripartire.
E’ stata mitologica la ricerca di un autogrill carino. Ci siamo fermati in uno dei tanti, eravam tipo a metà strada, ma c’era tanta gente e ci pareva un po’ scrauso, quindi siam ripartiti. Il successivo non era degno di essere classificato: era un prefabbricato fatto da due o tre di quei bugigattoli che si vedono nei cantieri, una cosa innominabile. Non avevamo più lacrime, abbiam tirato dritto ancora e ne abbiamo trovato un altro.
Oggi, la ciliegina marcia sulla torta avariata: ho provato a chiamare il call center della Ticket one per chiedere un ipotetico e utopico rimborso dei biglietti. Dopo aver digitato il digitabile per parlare con un cristiano e aver atteso invano, (fate conto, una decina di squilli a vuoto), ho riattaccato. Dal mio credito sono stati risucchiati più di cinque euro, ve lo giuro. Ero avvilita e il mondo mi ha fatto un po’ più schifo. Lo so che non è una tragedia, ma secondo me è un furto legalizzato. Abbiamo perso un botto di soldi per non avere neanche il diritto a una risposta. Ho guardato anche sul sito degli In Flames. Dicevano che gli dispiaceva tanto di non aver potuto suonare.
Il maltempo non è colpa di nessuno, lo so. E’ anche vero che ultimamente non fa che piovere. Ma non ci si potrebbe attrezzare? Scusate, ma un’iniziativa tipo conservate il biglietto e vi faremo lo sconto al prossimo concerto in Italia? Del resto ho visto che è già programmato. Ve ne frega proprio una fava dei fan eh? Quaranta euro per qualcuno sono tanti, magari c’è chi si è fatto anche un bel viaggio per arrivare. Bello giocare a fare gli incazzati, quando si tratta di scrivere canzoni. Nella vita reale, siete tutti omologati. Come dite voi, finti ribelli, FUCK YOU!
Luglio 15, 2008 alle 10:41 am
Pensa che quando andai a Campovolo per Ligabue, per sentire le sue canzoni dovetti tornare alla macchina e accendere l’autoradio per uno spicevole guasto all’impianto sonoro.
Mandai una mail un pò risentita al suo sito e furono molto gentili,addirittura mi chiamarono!
Pensa,mi dissero che Luciano ( si,ormai eravamo così con Ligabue ) era veramente arrabbiato per quello che era successo,che non esisteva che 80.000 persone erano state 10 ore nel fango per poi non sentire una beneamata pippa.
Talmente arrabbiato che le avrebbe risarcite lui,altrochè!
Ecchè!
Ma dove siamo!
Quando ci vuole ci vuole!
E mo mi girano sul serio,deve aver anche detto.
Cari i miei fans,a voi ci pensa il Liga:
il concerto di Campovolo lo potrete vedere non solo su Sky in versione integrale ( a pagamento,bè certo quello si),ma anche su Italia 1!!!!!!
Si,non tutto tutto,è chiaro, c’è anche la pubblicità da mandare,ma una decina di canzoni si.
Perchè io se rompo pago per tre!
Luglio 15, 2008 alle 10:49 am
…Ma il biglietto te l’hanno rimborsato Bosley?
Luglio 15, 2008 alle 10:56 am
…bè,non ancora,ma aspetto consumando un’incrollabile fiducia nel futuro…
Luglio 15, 2008 alle 5:34 pm
Smettetela di inquinare con le vostre disavventure la testimonianza della nostra Dubium (abilmente sintetizzata in sole 2698 righe). Il dramma che si e’ consumato sabato e’ al di la’ di ogni possibile conforto! Ed ora gridiamo tutti assieme: ROBERT ROBERT!
Luglio 15, 2008 alle 5:43 pm
Pippo, temo che nonostante gli sforzi di Dubium per salvarti qualche noce grandinata t’abbia preso in pieno…ROBERT !!! ROBERT!!!!
Luglio 15, 2008 alle 6:53 pm
ROBERT!!! ROBERT!!!
Luglio 15, 2008 alle 7:12 pm
LA SMETTETE? NON SCRIVO PIU’ ECCO. PIPPO, VOLEVO SCRIVERE MOLTO DI PIU’ MA POI IERI SERA MI E’ VENUTO SONNO
Luglio 16, 2008 alle 8:55 am
Perche’ non formiamo un gruppo metal?
Dubium scrive i pezzi, Pippo canta, Clark e Bosley potrebbero suonare, e io faccio la groupie, vi diro’, e’ sempre stato il mio sogno…
Ovviamente il nome della band sara’ “ROBERT! ROBERT!”
Luglio 17, 2008 alle 12:07 pm
Meglio un gruppo pop se scrivo io i testi