C’é uno psicologo in sala per cortesia? Luglio 31, 2008
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Ho un’amica (…) che ha sognato di guidare una sdraio a motore. Biposto. Vedi immagine allegata.
Cosa le dico…?
Chi vorresti essere cartoniamente parlando. Luglio 29, 2008
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No, niente, prendevo il caffe’ con Mike, collega col fisico e il volto di un modello che fa veramente a pugni con il suo palese animo da Biancaneve, Dubium puo’ confermare. E lui ha attaccato alla chiavetta del caffe’ un tizio di una ventina di centimetri col trench beige, il berretto e la sacca sulla spalla. Io, convintissima gli dico: “Ma e’ Tigerman in abiti civili!!” e lui mi ha freddato rispondendo: ” Macche’, e’ Rocky Joe”. Mai sentito. Pero’ la parentela con l’Uomo Tigre secondo me e’ incontrovertibile.
Tutto questo per lanciare il solito sondaggio che nessuno si filera’, as usual:
Quale personaggio dei cartoni vorreste essere? O quale siete?
Il mio weekend… Luglio 28, 2008
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Ma chi po’ ffa niente!
Ma chi vo’ ffa niente!
Che bella canzone che sona ‘o pianino!
Mò ‘nzerro ‘o balcone ppe’ nun ‘a sentì.
Che bella ffigliola che passa p’o vico!
Mò ‘a chiammo e lle dico..
“vulete salì?”
Pecchè… ccu stu sole, stu sole cucente
Nun pozzo ffa niente
Nun voglio ffa nienteMa dint’a cuntrora
che caldo se sente!
Ma chi po’ ffa niente!
Ma chi vo’ ffa niente!
Mò piglio, me spoglio,
me metto int’o lietto,
Me leggo nu foglio, me metto a durmì.
Ma ‘a cammera ‘e lietto
sta troppo luntano…
…va mmeglio ‘o ddivano!
…’nu passo e sto llà!
Pecchè… cu stu sole
stu sole cucente
Nun pozzo ffa niente
Nun voglio ffa niente
Ma chi po’ ffa niente!
Ma chi vo’ ffa niente!
Mò arrivo ‘a turretta
po’ torno p’a villa
ma… cumpà…
…me scoccio a vestì.
Che bella canzona tenivo p’e mmane
..verimmo dimane…
…si ‘a pozzo fernì.
Pecchè… cu sta luna,
sta luna lucente
Nun pozzo ffa niente
Nun voglio ffa niente
Fresh awakening Luglio 24, 2008
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Non bastava il tornado dell’Idroscalo e la gita piemontese. Ieri mi son fatta una doccia mattutina con l’acqua ghiacciata. La caldaia del Pippo, dopo avermi coadiuvato fornendomi acqua per lavare una montagna di piatti, e’ andata in sciopero all’improvviso, decidendo autonomamente che quel superlavoro non faceva per lei. Mi si sono ghiacciati anche i pensieri. (Pippo, dont’ worry, mi piace far la piattola, non e’ mica colpa tua). Ieri sera son stata dall’oculista. Mi ha tenuto dentro un’ora e ha ripetuto tutti i concetti 3 volte, devo proprio aver la faccia da ottusangola. Mi ha anche ripreso con la telecamera entrambi gli occhi e mi ha dato la videocassetta, cosi’ la prossima volta fungera’ da testimonianza dello stato di salute dei miei bulboni. Bislacco il tipo! Poi ha messo le goccine per far dilatare le pupille: quando mi son vista nello specchio dell’ascensore di casa ho cominciato a mormorare una formula per scacciare i demoni.
Ieri ho dovuto declinare un invito di uno dei capi, che coadiuvato da una che capo vorrebbe essere e lo sara’, ha organizzato una grigliata a casa sua, per stasera. Ci ha tenuto a sottolineare che non ha invitato tutti, quindi era tutto un bisbigliare. Evidentemente io e la collega dovevamo sentirci onorate. Ho addotto una scusa inventata, una cena incancellabile dalla mamma del Pippo (spero mi perdonera’). Ero impegnata, non mi piace raccontare balle, ma pareva proprio che dovessi avere qualcuno sul letto di morte per rifiutare. Hanno insistito non poco e se la sono presa. Non riesco a capire. Inviti la gente un giorno prima e tutti dovrebbero annullare impegni gia’ presi per te?
Ho capito che e’ inutile essere cosi’ rigida, la prossima volta se saro’ libera andro’ seppure col mal di pancia, se ne va della mia serenita’ sul lavoro. Devi dimostrare di amarli anche se ti stanno sulle balle, non basta lavorare. Il team e’ importante. Gli altri invitati donne sono le altre ragazze del winning team, che pochi giorni fa hanno ideato questo scherzone da urlo: hanno fotografato il piede della mia collega e hanno mandato un mms al re della grigliata, dicendogli di indovinare chi era la sua principessa. Che dolci… La mia gastrite ha subito un peggioramento. Chissa’ che divertente, la festa della Compagnia delle Indie. Piena di spontaneita’, frizzi e lazzi. Buon divertimento. E scusate il mio perenne sarcasmo, non implica, davvero, che io mi senta superiore. Vorrei solo essere libera di decidere con chi uscire. La mia vita fuori di qui e’ affar mio.
Gita al faro Luglio 24, 2008
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Sono stata in esilio, nella succursale della Città dell’Acciaio, periferia milanese. In realtà la succursale é tutt’altro che sgradevole, peró il fighettume percepisce come una tragedia lavorare lí e, senza accorgertene, diventi una dipendente di serie B. Forse la sensazione é acuita dal fatto che esiste una stampante sola per una settantina di persone, é davvero piu’ veloce mandare la stampa in sede, prendere la metropolitana fino alla Citta’ dell’Acciaio e ritirare le tue copie qui. Ma tant’é…
Torniamo a me. Non avevo computer, né telefono, quindi mi é venuto il dubbio che: “Petronilla vai di là a dare una mano” significasse: “Porta la scopa e un paio di stracci” oppure “Improvvisa uno spettacolino con le clavette”…Mi sono chiusa fuori perché nessuno mi aveva spiegato che la porta a vetri funge da tornello d’entrata, e sono rimasta 10 minuti attaccata al vetro, stile geco, fino a quando un’anima gentile passando ha avuto pietà di me e mi ha fatto rientrare.
La pollyanna che c’é in me, tuttavia, ha anche apprezzato i lati positivi; ho pranzato in trattoria all’ombra del pergolato insieme ad una simpaticissima squadra di muratori di Sesto S. Giovanni – un bel salto di qualità rispetto agli ingegneri, lasciatemelo dire – e ho capito che i nomi dei robot dei cartoni anni ‘70 si ispirano ai fornitori di serbatoi, ne ho scoperto uno che si chiama Doosan Megatec, ditemi voi se non é il cugino di Daitarn III o di Mazinga!
Per chiudere in bellezza ieri pomeriggio alla fermata del bus una ragazza con un sacchetto pieno di libri scolastici mi ha chiesto un’informazione e mi ha dato del lei per tutto il tempo. A me sembra passato un minuto da quando ero io a sedere sugli scalini del ponte sul Naviglio per fare l’interminabile coda al Libraccio, sigh…
Music & Lyrics Luglio 21, 2008
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A melody is like seeing someone for the first time.
The physical attraction. Sex.
But then, as you get to know the person, that’s the lyrics.
Their story. Who they are underneath.
It’s the combination of the two that makes it magic.
Cose che non ho Luglio 17, 2008
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Forse é così, io vivo fuori tempo;
é vero ciò che sento sotto pelle,
é come una costante sensazione di
mancata appartenenza
che suona e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle
cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).
Forse é perché sorrido fuori tempo,
non riesco ad adattarmi e galleggiare,
perso dentro guai di cui non
provo neanche più a trovare un senso,
ti cerco e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle
cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).
Ma non rinuncerò ai miei relitti, alle mie cose che non ho
e non le tradirò – cose che so
Non dimenticherò la nostra strada e ciò che siamo,
questo no non credo cambierò – cose che so -
Subsonica
La sfiga c’ha 10/10 Luglio 15, 2008
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Siete o non siete curiosi di sapere le ultime disavventure di Dubium e Pippo? In ogni caso ve le racconto, tanto nessuno vi obbliga a leggere.
Volendo ben vedere, con il tempo che fa negli ultimi mesi, uno si deve ritenere fortunato se uscendo per una gita fuoriporta non rientra a casa con i piedi in avanti. I fulmini sono in agguato, secondo me anche a ciel sereno.
Fatto sta che sabato ci siam recati pieni di speranza all’Evolution Festival all’Idroscalo. Quale speranza? Io di non prenderle da qualche metallaro (pensavo che prima o poi mi sarei tradita fischiettando non so, qualche motivetto tipo le tagliatelle di nonna Pina, o una canzone mielosa di Celentano rivelando così la mia totale ignoranza del genere musicale del Festival e ricevendo a tradimento una mazzata sul coppino da qualche sgherro disgustato), il Pippo di vedere i suoi idoli, gli In Flames. Bon, i concerti iniziavano il pomeriggio, ma siccome al mio moroso gli altri non interessavano granchè siamo arrivati verso le otto e mezzo, i suoi beniamini si sarebbero esibiti alle 10. Io sono arrivata davanti al palco e ho capito che avevo già sbagliato. Fate conto che ci fossero, non so, poniamo 500 persone? Ecco, 495 avevano la maglietta nera. Io non ero fra quelle. La mia era bianca con righe di circa 78 colori diversi. Tanto valeva che me ne mettessi una con su un bersaglio. Gli altri quattro almeno ce l’avevano tinta unita. Ho trattenuto a stento le lacrime, comunque nessuno pareva essersene accorto. Dopo che gli Opeth (i fan gridavano a gran voce il loro nome, allora mi sono unita anche io, però dicevo Robert perché avevo frainteso, meno male che il Pippo mi ha spiegato se no mi prendevo una revolverata; poveretto, che figure gli ho fatto fare) hanno finito, toccava a Loro. A quel punto in cielo deve esserci stato un duello fra entità divine. Un fronte nuvoloso da film statunitense apocalittico si è avvicinato a velocità preoccupante. Io ho esaminato velocemente i possibili ripari e sono arrivata a un’unica conclusione: siamo nella me… A un certo punto ha cominciato a piovere e ho costretto Pippo a seguirmi sotto la tenda, dove c’era una bancarella di magliette. Dopo un momento ho pensato che stessero sparando sul soffitto, invece era la grandine, alcuni chicchi erano proprio come dicono al telegiornale, grossi come le noci. Non volevo essere pessimista, ma ho passato cinque minuti un po’ così. C’erano un sacco di fulmini ed eravamo sotto un albero. Intorno a noi c’era una popolazione di giovani e simpatici bestemmiatori; io volevo dire loro di contenersi che non si sa mai, non eravamo proprio nella posizione per insultare tutti gli abitanti del cielo in modo indiscriminato, però son stata zitta. Poi tutto è finito. Io ero contenta di aver portato Pippo al riparo, a me piace come è adesso, senza bitorzoli sulla testa.
Ci siam radunati di nuovo sotto al palco e, dopo 40 minuti di attesa e tentativi di riparare i danni da parte dei tecnici, ci han detto che non potevano ricominciare, perché era pericoloso a causa dell’acqua e si era danneggiato nonsocosa del mixer. In alto son risuonati altri pittoreschi e coloriti insulti, ma niente da fare. Pippo era sconsolato.
Non che il giorno dopo abbiam fatto furori. Abbiam raggiunto degli amici a una festa in provincia di Alessandria, ma a causa di approssimative indicazioni stradali scaricate da Internet e del fatto che il posto era un tantino imboscato, siamo arrivati in tempo per mangiare e vedere gli altri ripartire.
E’ stata mitologica la ricerca di un autogrill carino. Ci siamo fermati in uno dei tanti, eravam tipo a metà strada, ma c’era tanta gente e ci pareva un po’ scrauso, quindi siam ripartiti. Il successivo non era degno di essere classificato: era un prefabbricato fatto da due o tre di quei bugigattoli che si vedono nei cantieri, una cosa innominabile. Non avevamo più lacrime, abbiam tirato dritto ancora e ne abbiamo trovato un altro.
Oggi, la ciliegina marcia sulla torta avariata: ho provato a chiamare il call center della Ticket one per chiedere un ipotetico e utopico rimborso dei biglietti. Dopo aver digitato il digitabile per parlare con un cristiano e aver atteso invano, (fate conto, una decina di squilli a vuoto), ho riattaccato. Dal mio credito sono stati risucchiati più di cinque euro, ve lo giuro. Ero avvilita e il mondo mi ha fatto un po’ più schifo. Lo so che non è una tragedia, ma secondo me è un furto legalizzato. Abbiamo perso un botto di soldi per non avere neanche il diritto a una risposta. Ho guardato anche sul sito degli In Flames. Dicevano che gli dispiaceva tanto di non aver potuto suonare.
Il maltempo non è colpa di nessuno, lo so. E’ anche vero che ultimamente non fa che piovere. Ma non ci si potrebbe attrezzare? Scusate, ma un’iniziativa tipo conservate il biglietto e vi faremo lo sconto al prossimo concerto in Italia? Del resto ho visto che è già programmato. Ve ne frega proprio una fava dei fan eh? Quaranta euro per qualcuno sono tanti, magari c’è chi si è fatto anche un bel viaggio per arrivare. Bello giocare a fare gli incazzati, quando si tratta di scrivere canzoni. Nella vita reale, siete tutti omologati. Come dite voi, finti ribelli, FUCK YOU!
Definizione (?) Luglio 14, 2008
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Decisamente confuso,
coinvolgente, irritante, divertente,
strampalato, prevedibile, curioso,
contraddittorio, irriverente, dolce,
polemico, pavido, sensibile,
estenuante, romantico, sorprendente,
innocente, eccessivo, rassicurante,
ingombrante, affascinante, insicuro,
umano.
She grew restless of her life of leisure Luglio 9, 2008
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Mi sembra di avere un cerotto sulla bocca, ho la necessita’ quasi fisica di dire cose a persone, ma, siccome nessuno e’ veramente libero a questo mondo, devo stare zitta. Odio stare zitta. Ma, santi numi, qualche cosuccia la devo dichiarare:
- Giovane e supponente ingegnere che millanti tanta buona educazione, ma non lo sai che e’ estremamente scortese e di cattivo gusto correggere una persona di vent’anni piu’ grande di te? Talvolta sbaglia il congiuntivo? E allora? Tu sbagli tutto nella vita, mi sembra che l’entita’ del tuo problema sia leggermente piu’ grande…
- La cravatta non e’ direttamente proporzionale al rispetto che si riceve. E’ la terza volta stamattina che noto che la discriminante tra il TU e il LEI e’ il suddetto accessorio. Brrrr….
- Mi e’ stato detto che la mia compagnia per due giorni di fila puo’ condurre dritti ad una clinica psichiatrica. Che tradotto credo significhi che sono insopportabile, e’ ora di prenderne atto…
Inizio a valutare la possibilita’ di ritirarmi a vita privata, fuggire in un eremo a fabbricare coperte all’uncinetto o a maglia. Chissa’ se esiste un www.eremi.com….