Archivio per Maggio 2008

Let’s make the points.

Maggio 29, 2008

1. Il presidente della Camera dichiara di essere stato completamente d’accordo a meta’ col suo storico “Mister”, per quella quisquilia della persecuzione antisemita, dimostrando cosi’ grande coraggio e personalita’ allora e enorme coerenza oggi.

2. Scontro a Roma tra Forza Nuova e collettivi di sinistra (e neanche questo caso riusciamo ad avere un’identita’ definita…). Non erano in 4000 ed e’ successo in pieno in giorno. Eppure non si riesce a capire bene la dinamica dell’accaduto. Altro che Ustica e Piazza Fontana…

3. Si dice che Ratzinger probabilmente leggera’ in Tv la Bibbia a puntante. Una nuova frontiera del reality.

4. Piove. Governo ladro.

Buonumore

Maggio 27, 2008

  

E tu non sai

Che il giorno sveglia i miei guai

Sono la certezza di una vita

Che ormai non ha più fretta e poi

Me ne andrei, seguendo la mia mappa

Ma ci sei, ci sei tu

Un mare che e io ci annego sempre, sempre più

E io non so nuotare

Ma di te mi resta il salvagente

Si, e’ un po’ stretto ma mi tiene a galla

Anche se tu non sei, non sei di buonumore

Come me, ma non puoi cantarmi una canzone che non passa mai

E’ come se non ci fosse nulla

Nulla che potesse conquistarmi

Ma non e’ vero, non sono un poco di buono

E poi ciò che appare non e’ poi verità

Solo che tu non sei, non sei di buonumore

Come me, ma non puoi cantarmi una canzone che non passa mai

Tu non sei, non sei di buonumore come me,

ma non puoi cantarmi una canzone che non passa mai.

                                                                    Luca Madonia

Mezza vita fa

Maggio 23, 2008

23 maggio  199…

Splendida giornata di sole, la genta era abituata a credere che a maggio fossimo vicini all’estate…

La Lire, la Sam, l’Alice e la sottoscritta sono elettrizzate perche’ andranno a vedere Sting all’Arena. Certo, accompagnate dallo zio e la sua giovane moglie, ma un po’ e’ come andare da sole. Anzi, ci andiamo da sole,  giacche’ lo zio, affetto dalla stessa malattia che affligge tutti gli uomini di casa Petronilla, e’ drammaticamente in ritardo.

Bel concerto, sorpresona di Zucchero che interpreta “Muoio per te” con Sting, e soprattutto torniamo a casa. Senza scorta. Urlando a squarciagola ‘Every breath you take” in Galleria, tutte con la maglietta ricordo che mia madre mette ancora. Io con la consapevolezza di essere diventata quasi grande.

La mattina successiva, quell’incrocio tra Frau Blücher e un cotechino che era la prof di tedesco ci annuncia che avro’ salva la vita e non mi rimandera’ nemmeno quell’anno… ma il mio tragico rapporto con la lingua germanica e’ davvero un’altra storia…

 

Ancora attualissima

Maggio 22, 2008

The ghost of a smile

Maggio 20, 2008

La pioggia, le cattive notizie, i pensieri confusi, le indecisioni.

Tutto spazzato via come nubi, per cinque minuti, dal sorriso accennato di una persona fragile.

Grazie timida signorina sconosciuta con il fermaglio azzurro e gli occhi che ridono.

Post-illa al precedente…

Maggio 15, 2008

Stamattina il treno era deserto…

dev’essersi sparsa la voce che picchio le vecchiette.

Quando finisce la scuola?

Maggio 14, 2008

In venti minuti di treno oggi ho portato a casa:

- Un’affettuosa pacca sulla spalla

- Una meno affettuosa pacca sulla spalla (infatti di riflesso m’era gia’ partito un pugno in direzione della vecchina che aveva voluto stabilire il contatto con la mia persona…)

- Un dito quasi nell’occhio

- Un futuro come leggío. Quando mi sono spostata e il libro e’ caduto, il suo proprietario mi ha persino lanciato un’occhiata di sdegno. Sono proprio ineducata….

Vita vera

Maggio 9, 2008

Bracciodiferro: “E Radio Londra? Non c’e’ oggi?”

Pens: ” No, e’ rimasta a casa per andare a prendere i figli a scuola.

Sua suocera non poteva, e’ radioattiva.”

 

Nota dell’Autrice: tolti gli pseudonimi tutto il resto e’ testuale….

 

Tra un attacco di cervicale e un budino al cioccolato…

Maggio 8, 2008

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Nel mezzo del cammin della mia vita… la diritta via era infinita

Maggio 7, 2008

Ora, in realta’ spero di non essere ancora nel mezzo ecco, un tantino prima magari.

Sono qui per dire tutta la verita’ e nient’altro che la verita’ su quello che ho fatto il ponte del primo maggio. Ho percorso circa 100 km a piedi e circa 5 in autostop. HO BARATO VA BENE? Mi sono tolta subito il peso quindi ripartiamo con ordine dall’inizio.

Con altri 6 personaggi piu’ grandi di me (SI VA BENE ERO SEMPRE IO QUELLA PIU’ STANCA) siamo partiti da Altopascio (Lu) e siamo arrivati a Siena in 4 giorni, sulla via Francigena. Armati di guida e stampe da internet abbiamo attraversato campi, guadato fiumi (un ruscelletto in realta’, comunque mio zio ci e’ caduto lo stesso), affrontato cani famelici (alla catena), sopportato il sole a picco (mi sono scottata il collo e sto spellandomi, oggi non so cosa darei per essere un serpente, quando devi cambiare pelle semplicemente salti fuori da quella vecchia, la lasci per strada e fine della trasmissione, non vai in giro come un lebbroso), perso e ritrovato la via, marciato nonostante le vesciche e il dolore ai muscoli. E’ stato bello. Fa bene ogni tanto riuscire a superare i propri limiti e poter svuotare la testa. Pensi solo ad andare avanti, lasciando perdere dove devi arrivare e da dove sei partito. Ti godi il panorama intorno e tieni duro. Ora… Non e’  che sono andata in guerra, ci son cose ben piu’ difficili. Pero’ io ero abbastanza convinta che non sarei arrivata alla fine. La cosa bella e’ stata provarci. Ossia, andando contro il mio cronico bisogno di programmazione e previsione, senza aver avuto molto tempo per allenarmi, ho fatto un tentativo. Non sapevo se quello che mi ero portata andasse bene… scarpe, vestiti. Quale peso potevo sopportare sulla schiena per un percorso cosi’ lungo? E se fosse piovuto tutto il tempo? Un paio di scarpe o due? Piegaciglia o set manicure? (Scherzo).

Dopo due giorni mi sentivo un po’ tamarra, con la tuta e spettinata, anche la sera a cena se uscivamo quello era, i jeans pesavano troppo e i capelli approfittavano per prendere la piega che avevano sempre voluto avere, vista la mancanza del phon.

Non abbiamo parlato molto durante il percorso, ognuno ha il proprio passo. Forse la cosa piu’ dura era continuare a cambiare terreno: asfalto, sentiero con i sassi, sterrato, campo, salita, discesa. Ho scoperto di avere un sacco di muscoli e mi facevano male tutti tutti.

Ho pensato al motivo per cui nel corso dei secoli ci sono stati tanti pellegrini e ancora oggi non mancano. Parlo di quelli veri, che di km ne macinavano a centinaia se non a migliaia. Ho l’impressione che il sentimento religioso conti fino a un certo punto. E’ che cammini e non hai scampo da te stesso. Hai tanto tempo per pensare.  E se provi dolore come fai a distogliere la mente da quel muscolo maledetto? E’ come uno spezzone a parte nel film della tua vita.  In teoria hai uno scopo, arrivare, pero’ in quel preciso istante l’unico scopo e’ mettere un piede davanti all’altro. Un episodio in slow motion in cui eventualmente le cose ti arrivano ma non le stai cercando, procedi. Non so se mi sto spiegando. Non devi rendere conto a nessuno, e’ meglio lasciare da parte i pensieri masochistici o da malinterpretazione del sacrificio in senso religioso; e’ meglio pensare di fare quello che si puo’ finche’ vedi che ti serve. La vescica va bene, magari se hai una piaga ti fermi un attimo.

Ora, parliamo dei miei trucchi… L’autostop… Eravamo quasi a Siena quando la Nico, la sciura che faceva parte del gruppo, su una salita critica mi dice: facciamo autostop? Io: noooooooo. Dopo due minuti, lei era dietro di me, mi chiama. Mi giro e vedo una macchina con la portiera aperta, trasfigurata in un’aura di luce. Tre secondi di incertezza e mi son lanciata dentro con foga, a momenti uscivo dal finestrino opposto. Ho fatto ciao ciao a mio zio che mi guardava, forse un po’ deluso. Nello stesso giorno avevo gia’ barato. All’ottavo chilometro, semi azzoppata, volevo gettare la spugna e prendere l’autobus. Ci fermiamo in un bar per la colazione e la Nico mi offre un Aulin. Io scettica lo prendo (e’ da considerarsi doping ?). Beh, son ripartita non dico di slancio ma con un andatura di tutto rispetto. Devo dire che il fatto che l’autobus sarebbe passato dopo 4 ore e’ stato un deterrente, che facevo li’ tutto quel tempo?

Per il resto niente altro da segnalare, a parte la craniata alla sbarra di un portone che non avevo notato nell’entrare… La testa in effetti non mi faceva ancora male quindi andava sistemata….