April 15th, evening
Hosaltatoilcorsoditeatroemisentomoltoincolpaohime’. In realtà non sto bene…Era tutto il giorno che mi aggiravo ballando il tip tap a causa del mal di gambe, in equilibrio ora su una, ora sull’altra ed ero perseguitata dalla fiacchezza. Mi son trascinata alla lezione di ginnastica, ma quando l’insegnante ha detto “Fermiamoci un attimo perché lei deve riposare”, ho compreso la portata della tragedia. La leggera attività fisica di un gruppo di 45-60 enni interrotta da una trentenne alla deriva… vi rendete conto? Ho desiderato che il pavimento si aprisse e io, cadendo nel baratro, rimanessi infilzata nel forchettone incandescente di Belzebù. Ho provato a mangiare un gelato ma niente, le forze non mi tornavano… allora eccomi qui a sporcare di sgorbietti un foglio bianco.
Deve essere stato il risultato elettorale a ridurmi così. O forse la mail che ho mandato stamattina. A me e alla collega ci han pestato i calli. Un simpatico e datato personaggio ci ha chiesto una sala riunioni e noi gli abbiam procurato quello che c’era, considerando che per accontentare tutti facciamo una fatica suina. Lui non era soddisfatto, così ha scritto una mail a me e alla zia con conoscenza ai nostri capi dicendo che come già aveva ribadito, necessitava di una sala consona ad accogliere ospiti importanti e non di una stanza con due tavoli e senza sedie (falserrimo). Nonnino subdolo e bastardo… Se pensavi di avere a che fare con Bernadette e S. Maria Goretti, le quali, riprese di fronte ai superiori, avrebbero fatto atto di contrizione, ti sei sbagliato. Anche perché hai mentito e hai tentato di farci passare per due fancazziste. Visto il suo buongusto nel mettere in conoscenza i capi, abbiam risposto urbi et orbi che le sale consone sono spesso inaccessibili (vero) e quella che gli avevamo assegnato le sedie le aveva e pure tre tavoli e in caso di necessità la avremmo allestita come desiderava, bastava chiedere. Come dire… se invece di andare a piangere da chi comanda ci avessi detto di cosa avevi bisogno ti saremmo venute incontro. Poi uno dei capi ci ha chiesto se la risposta, così ben fatta, l’avessimo concepita noi… No, ho scritto a mio zio dell’Accademia della Crusca in dialetto bresciano e gli ho detto di mettermi giù una frasetta come si deve. Son soddisfazioni…
Aprile 16, 2008 alle 10:42 am
…E per supportare la causa di Dubium, e’ necessario aggiungere che quando il falserrimo e anticherrimo lavorava sul mio progetto, il capo dei clienti, conosciuto dai piu’ come l’ispettore Zenigata, lo aveva rifutato perche’ troppo vecchio…
E per concludere con una vena acida (altrimenti i miei fan rimarrebbero delusi…)…il falserrimo e anticherrimo fa parte dello stesso dipartimento di Charlie…e ho detto tutto…
Aprile 16, 2008 alle 11:06 pm
ahahah… Mio dipartimento… Mah? Uhm? Dato il tono con il quale si e’ rivolto alla Nostra Dubium… Ho giusto un nome in mente… Purtroppo non posso renderlo pubblico causa decalogo del Blog…
Vabbe’… Senti Dubium, ma perche’ non dici a colui/colei, che ha chiesto se l’aveste scritta voi la risposta, di leggersi qualche post del blog? E che magari lo facesse poi leggere a qualche collega, il quale, cosi’, potrebbe imparare che l’ACCA nella lingua italiana DEVE qualche volta essere utilizzata …