Tender was the night
Sono uscita sul balcone l’altra sera. Era una notte di cristallo. Il cielo aveva solo colori puri che digradavano dal più scuro al più chiaro in un’armonia senza sbavature. Dal blu profondo punteggiato di minuscoli granelli pulsanti all’azzurro tenue laggiù in fondo, estrema coda di un tramonto alla deriva. I contorni degli edifici si stagliavano con precisione, quasi fossero appena stati tratteggiati con pochi segni decisi da una mano ferma.
Non mancava la luna: era come se, accantonata per un momento la sua indole romantica, avesse cercato di adattarsi alla Milano formale e distante dello stereotipo. La sua luce algida contro il cemento dei palazzi aveva un che di artificiale e forse asettico, ma a suo modo rassicurante. Soffiava un venticello capriccioso, incerto se appartenere a inverno fiacco o a una primavera ladra di tempo altrui.
E pensavo… Pensavo a quanto fosse tenero quel germoglio di notte conteso fra due stagioni, a quante volte anche io mi sento difficilmente definibile, mio malgrado. L’odore di mille dubbi mi solletica le narici, il giusto si scioglie in ciò che è sbagliato… Mi sembra che la vita scivoli inesorabile tra le mani e il mio baricentro si sposti in continuazione…
Gennaio 25, 2008 alle 2:54 pm
Una nuova descrizione perfetta.
Gennaio 25, 2008 alle 4:42 pm
…ma perchè definirsi…
Gennaio 29, 2008 alle 2:02 am
Gia’, perche’ definirsi? Forse spetta agli altri definirci. Ma a noi interessa davvero essere definiti? Forse ci piace che gli altri ci dicano che siamo come ci piacerebbe, ma quanti se lo sono sentiti dire veramente. Quante persone ci hanno detto qualcosa perche’ volevamo sentircelo dire. Ok, mi sono infilato in uno dei miei pensieri assurdi… Buona notte!!!
Gennaio 29, 2008 alle 9:34 am
Definire le persone e’ una cosa,
descrivere attimi e situazioni come hanno fatto Lou Reed e Dubium (paragone peraltro giustificato ;)) e’ un altro paio di maniche…
Gennaio 29, 2008 alle 12:32 pm
Volevo solo dire che definirmi mi aiuterebbe a prendere con distacco i giudizi degli altri, nel senso che se so chi sono quello che mi dicono non mi fa partire la paranoia. E altro punto, magari saprei anche dove sto andando invece di svegliarmi la mattina e avere l’impressione di aver formattato il disco o che un topolino mi ha rosicchiato il cervello! Se mi lascio definire dagli altri mi faccio influenzare e mi fa arrabbiare!!!
Gennaio 30, 2008 alle 5:40 pm
Angolo citazioni dedicato a Dubium:
mi ritorna in mente…
Cerco un centro di gravità permanente
che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again.
Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
tra noi si scherzava a raccogliere ortiche.
Non sopporto i cori russi
la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese.
Neanche la nera africana
Gennaio 30, 2008 alle 6:53 pm
…Ma secondo te e’ normale che passiamo la vita a citare Battiato!?!?