Attacco di orsite

Vorrei riallacciarmi al discorso di Petronilla nel suo “Lamento”. Talvolta le persone danno da pensare, mi deludono o mi spiazzano. Allora non posso fare a meno di cercare dei momenti in cui stare da sola. Devo ammettere di essere sempre stata un po’ un orso e ho bisogno, quando la confusione mi assale, di cercare il mio albero contro cui grattarmi la schiena, come i grossi plantigradi, per togliermi addosso il prurito tipico da problemi con i miei simili.

Quando si crea un contrasto con gli altri comincio a chiedermi fino a che punto quello che mi ha fatto incazzare dipenda da me e quanto da loro. E, gratta gratta, cerco di darmi una risposta senza lasciare tutta la pelliccia sulla corteccia, ovvero cadere in una sterile paranoia.

Mi guardo intorno anche in ufficio, e penso al balletto dei rapporti sociali, lavorativi e non. Penso a quanto sono maledettamente, sublimamente fortunata, a lavorare con una persona che non ha particolari patologie psichiatriche, o forse soffre delle stesse di cui soffro io, visto che con lei mi trovo così bene. Non è lunatica, non soffre di manie di persecuzione, ride sempre quando sparo cazzate (è fondamentale per andare d’accordo con me), non è ruffiana… Insomma, lavoriamo in armonia, se c’è qualche problema ci aiutiamo e dove non arriva lei arrivo io e viceversa. Dovrebbe essere una condizione naturale, invece sono una privilegiata. Ho quasi paura, non mi spiego tutta ‘sta grazia. Mi guardo intorno… vedo quelli che vogliono fare carriera, pronti a farsi le scarpe, dei mastri calzolai.  Certo, per far carriera come segretaria più che lavorare la pelle conciata ti devi conciare come una meretrice e lavorarti i capocce. E poi per cosa? Passare dal fare fotocopie monofacciata a quelle fronte-retro?

Siamo esseri complicati. Tendo spesso a pensare che dietro dei comportamenti scorretti si celino paura e sofferenza. Paura di non essere all’altezza, di essere messi da parte, di non essere considerati. Vedo capi che non vogliono decidere, sgusciano via, ma tengono stretta stretta la cadrega; donne bioniche perennemente di buonumore, sorriso plastificato, capello perfettamente in piega, trucco impeccabile, scrivania con pianta dalle foglie lustrissime (ma come fanno a essere immuni da vento e pioggia, scazzi col marito, virus vari… manco le piante hanno i parassiti). Però una volta ho intuito una minuscola crepa nell’immacolato intonaco: ho osato contraddire una rappresentante di questa specie, mi ha lanciato uno sguardo più tagliente di un pugnale, potevo essere il primo caso di morta ammazzata con arma bianca non convenzionale; pseudo capetti che vogliono comandare e ti bastonano per delle cazzate, poi loro lavoricchiano sotto il minimo sindacale tanto paraculati sono; al minimo stormir di fronda vanno da papà a piagnucolare e tutto si riaggiusta, la caduta sempre in piedi è la loro specialità olimpionica.

Ragazzi, che pena…

In quest’epoca di sentimenti squisitamente volubili e volatili, mi rendo conto quanta fatica ci sia nelle relazioni. Se ti mandano un allegato degno della cabina di un camionista (anzi penso arrossirebbe anche lui) devi apprezzare e stare al gioco, se no sei bacchettona e bigotta. A me non sembra di essere una baciapile, però mi sento più gratificata se mi mandano una frase gentile che un catalogo di femmine ben pasciute che sembra mettano in mostra i tagli di carne come i poster dei bovini dal macellaio. Eh poi a me che mme frega di vedere altre femmene? Bevo il caffè con i colleghi, anche giovani, ed è la fiera del doppio senso: il guaio è che sento le stesse battute dalla prima media, non vogliatemene se non mi rotolo per terra dal ridere. Una battuta ci può anche stare, per carità, ma quando non riesci a procedere con un discorso perché ogni parola che pronunci viene letta come un pretesto per fare allusioni al sesso, a me cadono le braccia.

Per non parlare di quelli che ci provano ma non ci provano, o meglio vorrebbero, ma non sono sicuri, cioè non sanno, insomma se glielo sbatti in faccia non è vero, se non dici niente vanno avanti finchè possono senza compromettersi troppo. Capaci di tirarti scema per due mesi per bere un caffè alla macchinetta, poi scompaiono, ricompaiono con delle scuse da psycho. C’è da aver paura! Se dici che ti piace andare a teatro o nei musei pensano che tu sia Einstein o vuoi tirartela… Fa niente che magari dell’artista sai poco o non conosci a menadito vita morte e miracoli dell’autore, ma semplicemente… ti fa stare bene. In fondo per godere della bellezza basta essere vivi e possedere cinque (o anche meno) sensi, a teatro spesso si parla di sentimenti universali, non ci vogliono tre lauree per apprezzare… Le persone non si dividono tra geni e mentecatti, c’è tutto un mondo di sfumature. Si può disquisire anche della tonsillite del gatto o dei cartoni animati che non sono più quelli di una volta. Basta essere semplicemente se stessi senza voler fare i fighi e parlare normalmente… no? Insomma, anche io ho paura di non essere accettata, certe volte mi viene l’ansia, però in fondo siamo tutti sulla stessa barca!

Lo so sono una rompiballeeeeeeee!!!!!

6 Risposte a “Attacco di orsite”

  1. checco76 Dice:

    Una volta Guccini disse in un concerto:”Non si parla bene o male del lavoro di un collega o di un amico; spesso si pensa ‘Perche’ non l’ho scritta io’? “…

    Cara Dubium, quando ho letto il post mi e’ venuto in mente “Ma perche’ non l’ho scritto io?”…

    Non condivido solo la parte sulle femmine ignude… :-)

  2. Bosley Dice:

    Io partirei da un presupposto:le persone sono fondamentalmente cattive. Se qualcuno ha dei dubbi accenda la televisione,legga il giornale…ma neanche basta meno,basta guardare nelle piccolissime cose,chiunque detenga una anche minima forma di potere ne abusa,subito,invariabilmente e ad ogni livello. ma neppure gli basta,ne vuole di più,a ogni costo e a culo il mondo.
    Forse ancora più semplicemente è una questione di principi,di valori che regolano i comportamenti .
    Tu dici che siamo tutti sulla stessa barca,ma io non sono d’accordo con te.
    La regola è che mediamente gli altri se appena possono la tua barca cercano di affondarla,a meno che non abbiano qualche interesse a tenerti a galla.
    E se hai una o due persone che sono contente di vederti navigare e , che so, ogni tanto ti danno pure una mano a remare,sei già fortunata e fai bene a tenertele strette.
    Io quel paio le ho e le conservo come grochi rosa,per il resto sto lontano dalla riva.
    Perchè quello che vedo da qui,proprio non mi piace.
    E non dico mica che sono giusto io,neh?!
    E forse non sei giusta neanche tu.
    Ma se per caso ti venisse mai il dubbio che siccome sono così tanti dovranno pure avere ragione,tieni anche conto che le mosche sono milioni e hanno gusti alimentari che io mi permetto di non condividere.

  3. topis Dice:

    Ancora complimenti Amica mia…..è come se ogni tuo iscritto per come è scritto…ci insegni sempre qualcosa.
    La barca delle persone vere , come dici tu…si è sempre la stessa.
    Le altre barche parallele….che ne parliamo a fare?
    Come dice Bosley…teniamoci stretti chi ci vuol bene…Pero’ caro Bosley….anche un po’ di ottimismo…altrimenti credimi…..la tua riflessione rischia solo di non riuscire a trovare delle cose positive dove ci sono e dove c’e’ ne veramente bisogno.
    Qui da noi, ci sono persone che hanno delle grosse pene nel cuore, genitori che stanno bene, malattie, e sofferenza…e se leggono il tuo intervento ……beh…sicuramente non le tiri su di morale…..

  4. Bosley Dice:

    Cara Topis,tu hai assolutamente ragione,ma la colpa ( che te lo dico a fare? ) è di Petronilla.
    In questo periodo sono talmente divertente che mi trovo noioso anche quando parlo da solo,per questo preferivo non intervenire nel blog. Però lei è stata così carina da insistere…
    Ma in effetti anche se l’ottimismo non è il mio forte in questo periodo,non credo che le persone di cui mi parli saranno molto condizionate nel bene o nel male dal mio intervento.
    Non penso si sentiranno meglio nemmeno se gli mando un abbraccio,io però glielo mando lo stesso che male non può fare.

  5. topis Dice:

    ……Io gia’ mi sento meglio….
    Grazie !!!!!

  6. petronilla Dice:

    Una domanda:

    …ma e’ colpa mia anche il buco nell’ozono?…

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