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Saggezza popolare Novembre 30, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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“Non vergognarti di quello che sai,

  ma di quello che non sai”.

Topis

“Mi scusi, che animale e’?”

“E’ la lonza”.

Anonima

Lo Zahir Novembre 28, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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 ”Secondo la scrittore Jorge Luis Borges, l’idea dello Zahir viene dalla tradizione islamica, e si ritiene sia nata intorno al XVIII secolo. Zahir, in arabo, vuol dire visibile, presente, incapace di passare inosservato. Qualcosa o qualcuno che, una volta che si e’ stabilito il contatto, finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo piu’ a concentrarci su nient’altro. E cio’ puo’ essere considerato santita’ o follia.”

Faubourg Saint-Pères, Enciclopedia del Fantastico

Il mio universo e’ popolato di Zahir, il vostro?

 

Pazienza/2 Novembre 23, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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…Se la settimana scorsa veniva giudicata da Topis “un po’ difficile”, e’ un fatto – per parafrasare Charlie – che questa  sia stata LA SETTIMANA DI MMMERDA per eccellenza.

Mi sono arrogata il diritto di parlare a nome di tutto il CPS (Comitato Peli Superflui) ma credo che il voto sia unanime.

Posso aggiungere solo che non puo’ piovere per sempre (anche in senso letterale…)

Attacco di orsite Novembre 20, 2007

Posted by Dubium in Uncategorized.
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Vorrei riallacciarmi al discorso di Petronilla nel suo “Lamento”. Talvolta le persone danno da pensare, mi deludono o mi spiazzano. Allora non posso fare a meno di cercare dei momenti in cui stare da sola. Devo ammettere di essere sempre stata un po’ un orso e ho bisogno, quando la confusione mi assale, di cercare il mio albero contro cui grattarmi la schiena, come i grossi plantigradi, per togliermi addosso il prurito tipico da problemi con i miei simili.

Quando si crea un contrasto con gli altri comincio a chiedermi fino a che punto quello che mi ha fatto incazzare dipenda da me e quanto da loro. E, gratta gratta, cerco di darmi una risposta senza lasciare tutta la pelliccia sulla corteccia, ovvero cadere in una sterile paranoia.

Mi guardo intorno anche in ufficio, e penso al balletto dei rapporti sociali, lavorativi e non. Penso a quanto sono maledettamente, sublimamente fortunata, a lavorare con una persona che non ha particolari patologie psichiatriche, o forse soffre delle stesse di cui soffro io, visto che con lei mi trovo così bene. Non è lunatica, non soffre di manie di persecuzione, ride sempre quando sparo cazzate (è fondamentale per andare d’accordo con me), non è ruffiana… Insomma, lavoriamo in armonia, se c’è qualche problema ci aiutiamo e dove non arriva lei arrivo io e viceversa. Dovrebbe essere una condizione naturale, invece sono una privilegiata. Ho quasi paura, non mi spiego tutta ‘sta grazia. Mi guardo intorno… vedo quelli che vogliono fare carriera, pronti a farsi le scarpe, dei mastri calzolai.  Certo, per far carriera come segretaria più che lavorare la pelle conciata ti devi conciare come una meretrice e lavorarti i capocce. E poi per cosa? Passare dal fare fotocopie monofacciata a quelle fronte-retro?

Siamo esseri complicati. Tendo spesso a pensare che dietro dei comportamenti scorretti si celino paura e sofferenza. Paura di non essere all’altezza, di essere messi da parte, di non essere considerati. Vedo capi che non vogliono decidere, sgusciano via, ma tengono stretta stretta la cadrega; donne bioniche perennemente di buonumore, sorriso plastificato, capello perfettamente in piega, trucco impeccabile, scrivania con pianta dalle foglie lustrissime (ma come fanno a essere immuni da vento e pioggia, scazzi col marito, virus vari… manco le piante hanno i parassiti). Però una volta ho intuito una minuscola crepa nell’immacolato intonaco: ho osato contraddire una rappresentante di questa specie, mi ha lanciato uno sguardo più tagliente di un pugnale, potevo essere il primo caso di morta ammazzata con arma bianca non convenzionale; pseudo capetti che vogliono comandare e ti bastonano per delle cazzate, poi loro lavoricchiano sotto il minimo sindacale tanto paraculati sono; al minimo stormir di fronda vanno da papà a piagnucolare e tutto si riaggiusta, la caduta sempre in piedi è la loro specialità olimpionica.

Ragazzi, che pena…

In quest’epoca di sentimenti squisitamente volubili e volatili, mi rendo conto quanta fatica ci sia nelle relazioni. Se ti mandano un allegato degno della cabina di un camionista (anzi penso arrossirebbe anche lui) devi apprezzare e stare al gioco, se no sei bacchettona e bigotta. A me non sembra di essere una baciapile, però mi sento più gratificata se mi mandano una frase gentile che un catalogo di femmine ben pasciute che sembra mettano in mostra i tagli di carne come i poster dei bovini dal macellaio. Eh poi a me che mme frega di vedere altre femmene? Bevo il caffè con i colleghi, anche giovani, ed è la fiera del doppio senso: il guaio è che sento le stesse battute dalla prima media, non vogliatemene se non mi rotolo per terra dal ridere. Una battuta ci può anche stare, per carità, ma quando non riesci a procedere con un discorso perché ogni parola che pronunci viene letta come un pretesto per fare allusioni al sesso, a me cadono le braccia.

Per non parlare di quelli che ci provano ma non ci provano, o meglio vorrebbero, ma non sono sicuri, cioè non sanno, insomma se glielo sbatti in faccia non è vero, se non dici niente vanno avanti finchè possono senza compromettersi troppo. Capaci di tirarti scema per due mesi per bere un caffè alla macchinetta, poi scompaiono, ricompaiono con delle scuse da psycho. C’è da aver paura! Se dici che ti piace andare a teatro o nei musei pensano che tu sia Einstein o vuoi tirartela… Fa niente che magari dell’artista sai poco o non conosci a menadito vita morte e miracoli dell’autore, ma semplicemente… ti fa stare bene. In fondo per godere della bellezza basta essere vivi e possedere cinque (o anche meno) sensi, a teatro spesso si parla di sentimenti universali, non ci vogliono tre lauree per apprezzare… Le persone non si dividono tra geni e mentecatti, c’è tutto un mondo di sfumature. Si può disquisire anche della tonsillite del gatto o dei cartoni animati che non sono più quelli di una volta. Basta essere semplicemente se stessi senza voler fare i fighi e parlare normalmente… no? Insomma, anche io ho paura di non essere accettata, certe volte mi viene l’ansia, però in fondo siamo tutti sulla stessa barca!

Lo so sono una rompiballeeeeeeee!!!!!

Desperately seeking… Novembre 16, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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Bosley che fine hai fatto?

Pazienza… Novembre 16, 2007

Posted by topis in Uncategorized.
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Ciao Amici

è stata una settimana difficile..sotto ogni punto di vista.

Potrei raccontarvi e lamentarmi di tante cose..ma la parola magica ormai e ‘ diventata pazienza…

Altrimenti è tutto talmente fragile che si rischia di rompere…

Auguro a tutte le persone care del blog di passare un buon week end…un week end con carattere , passione e con un po’ di fiducia in noi stessi….a buon intenditore …poche parole….

Novembre 13, 2007

Posted by Dubium in Uncategorized.
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Quando l’aria si illumina compare
sospesa
la natura della polvere,
la sua essenza volatile, la discesa
sul mondo. Il pulviscolo è l’ombra
della luce, non quella
data dalla sua mancanza, ma la sostanza
agente, il buio vivo,
l’alimento notturno del fulgore.

Valerio Magrelli

“…” Novembre 13, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
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Cosi’ scrivo per possedere qualcuno.

Tutto cio’ che scrivo ha un motivo alle spalle.

Io scrivo esattamente come interpreto.

Voglio dire che l’unico motivo per cui ti esibisci  o scrivi

e’ perche’ desideri che la gente si innamori di te.

Vuoi che REAGISCANO alla tua presenza.

   Patti Smith

Buon weekend Novembre 9, 2007

Posted by Dubium in Uncategorized.
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Charlie, i tuoi angeli sono delle carrette con le ruote sbiellate.

Topis poveretta e’ malata ancora, prende tutti i virus, anche quelli non trasmissibili agli umani.  Accarezza un gatto, da’ le briciole di pane a un uccellino e una torma di esserini invisibili la assale. Io c’ho un po’ di nausea e mal di capa… Maternita’ isterica a parte, non mi posso lamentare. Oggi sono uscita a pranzo con un po’ di colleghi, tra cui quello famoso di mezza eta’, che si e’ comportato bene e non ha neanche messo la dentiera nel bicchiere per fare il figo. Purtoppo c’era pure quell’altro, la poesia mi e’ passata, ma il basso ventre ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Quindi devo lasciare che il tempo metta a zittire anche quello, che e’ un po’ piu’ recidivo. La carne e’ debole… E col tempo diventera’pure flaccida. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

Adesso scappo, chissa’ che mi riservera’ questo weekend autunnale, carico di prospettive, denso di impegni… Insomma non ho programmi ecco. Auguro comunque a tutti un fine settimana rilassante, dolce e sorprendente… Alla prossima settimana!!

Lamento Novembre 9, 2007

Posted by Petronilla in Uncategorized.
1 comment so far

 

Premessa: Lire, inutile per te leggere questo post. Giassai.

Per tutti gli altri:

Aveva ragione Battiato, un centro di gravita’ permanente che non ti faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente e’ difficile-impossibile da trovare.

Tipo, oggi fatico a non randellare gente che generalmente mi piace. Sono io? Sono loro?

Fanno bene loro ad essere elastici nei confronti della vita e degli stronzi? E’ che io francamente ho l’impressione che l’elastico si sia smollato e l’incoerenza regni sovrana.

Quindi, domandone finale: 

dimostriamo un minimo di filo logico tra le cose che facciamo e diciamo (anzi, spesso gridiamo ai quattro venti), oppure facciamo facciamo faccia da culo a cattivo gioco?