La donna è mobile, e l’uomo mobiliere by Dubius Settembre 28, 2007
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Bah… Venerdì all’uscita dall’ufficio il collega mi ha detto candidamente che sarebbe andato al mare con la morosa, al che ho sentito i fumi dell’incazzatura che mi salivano dalla bocca dello stomaco fino alle narici: li potevo quasi vedere, erano verdi, densi e sentivano di zolfo. Era il solito broccolatore senza meta. L’avrei volentieri incollato al muro, ma con un sorriso di ghiaccio l’ho salutato e me ne sono andata.
Nel we, dopo un attimo di notevole scoramento, mi pareva di essermi abbastanza ripresa, ma il lunedì al vederlo mi è ripartito l’embolo dell’ira. Lui si è accorto ma l’ho evitato il più possibile, sembravo un cane tra l’idrofobo e il depresso e la mia collega era un po’ perplessa. Il martedì mattina avevo ripreso sembianze umane e quando è venuto a cercarmi per il caffè chiedendomi ragione del mio muso lungo gli ho spiattellato la verità.
Mi ero svegliata alle 5 e non sapendo come ammazzare il tempo avevo cominciato a meditare. Sempre più spesso mi viene da pensare, per trovare il coraggio di affrontare cose che mi sembrano difficili, che, in fondo, ho poco da perdere. Questi, ironia della sorte, sono gli anni migliori, quelli in cui bisogna trovare una meta e in cui si hanno ancora le forze per raggiungerla. La parola chiave è leggerezza.
Ho riflettuto sugli svariati modi in cui si sarebbe potuta affrontare questa situazione: un’infatuazione per una persona, di quelle che possono sfociare in altro o che si possono esaurire per autocombustione da delusione. Avrei potuto:
Ø fare finta di niente, ma per me non sarebbe stato facile fingere che mi andasse bene cosi: lasciarmi un po’ broccolare e trattare come una mezza scema, apostrofata ogni qualvolta passavo davanti al suo ufficio come se fossi sempre pronta a sbavare a comando.
Ø lanciare battutine che lasciassero intendere che avevo capito, facendo la superiore.
Ø saltargli addosso e togliersi il pensiero (e anche la voglia, che è tanta, ma proprio tanta), andasse come andasse (per riuscire a compiere un tale passo dovrei bere due/tre bottiglie di alcool puro).
Ho scelto di parlargli, dicendo che il suo comportamento mi aveva dato fastidio e che era ambiguo. Mi ha chiesto scusa e me l’ha pure scritto per e-mail, che non voleva rovinare il nostro rapporto. Ora… benché abbia tendenze all’ingenuità talvolta preoccupanti, rinco del tutto non lo sono ancora. Non penso che il lupo si sia trasformato in agnello; a lui piace che qualcuno gli stia dietro, però direi che gli piace anche la mia compagnia. Abbiamo ripreso a bere il caffè insieme e a scherzare, ma ho il vago sospetto che quello sia uno che vuole la botte piena, la moglie ubriaca, l’uovo oggi, la gallina domani: insomma, fare il mobiliere con il mobile che è gia suo (la morosa) e quello che è ancora sul mercato (io). E a me francamente, un par di balle che mi va bene. Oppure potrebbe essere che è un po’ confuso e sta meditando, ma a me me ne frega poco, di far la gatta morta per sbaragliare la concorrenza non son capace. O col tempo conoscendomi si schioda dalla sua senzapallaggine o si tenga pure l’altra, prenderò il prossimo treno.
Ma torniamo alla leggerezza… Ho passato troppi anni a preoccuparmi per qualsiasi cazzata: sono troppo grassa, sono troppo stupida, sono troppo poco gentile, ho la mano sudata, c’ho le spalle cadenti… e intanto son passati dieci anni. DIECI ANNI, in cui ho dato un calcio alla vita per sguazzare nella sublime banalità delle mie assurde paranoie, in una tiepida e insipida sopravvivenza. Adesso basta. Forse parlandogli mi sono esposta e adesso lui sa di piacermi, ma io odio le farse. La vita in fondo è una recita, una bastarda messa in scena in cui ti sbattono senza darti il copione e tu sei il protagonista che si deve improvvisare una parte che sia perlomeno credibile, sotto un impietoso occhio di bue, che non si spegne che quando muori. E allora mi sono detta… Ma perdere la faccia in questo caso, in questo infinitesimo episodio della mia esistenza, sarebbe poi cosi grave? Direi proprio di no. Ammalarsi è grave, perdere qualcuno che ami è drammatico, ma dire a uno che ti piace e che non sei proprio cogliona, è abbastanza facile, tutto sommato. Leggerezza ragazzi… Il tempo fugge…
I AM SO PROUD OF YOU.
Se questo blog doveva servire a qualcosa, grazie ai tuoi scritti è cosi’. La leggerezza dell’esistenza è quella cosa che solo il saggio realizza alla fine della sua vita…tu sei estremamente avanti…e ci hai dato una grande lezione di vita….grazie angelo …
p.s. nonostante questo pero’ ricordati le medicine….
Complimenti per una serie di motivi; il piu’ futile, forse, e’ che ritengo tu scriva da dio… In secondo luogo perche’ non deve essere stato facile… Vorrei dire qualcosa di intelligente, ma, sara’ la stanchezza o piu’ probabilmente saro’ io, non ce la faccio… Mi consentirai di entrare nel dettaglio di una risposta prossimamente. Ci tenevo comunque a dire qualcosa subito…
…credo che in Charly’s angels 2 si dicesse che gli angeli sono come i diamanti, non si fabbricano,bisogna cercarli e sono tanto rari quanto preziosi.
Quando si trovano,bisogna averne cura e tenerseli stretti.
Mi raccomando Charly…
Non ti preoccupare Bosley, mi tengo strette i miei angeli!
Non sono mai stata una fanatica della rete, ma sono davvero felice che succeda questo, che una persona di rara sensibilità e dolcezza che mi onora della sua amicizia possa brillare di tutta la luce che le appartiene.
Purtroppo nel mondo reale questo spesso non accade.
Charlie, grazie di questa opportunità che hai regalato alla nostra comune amica.
E, Charlie, a prescindere da ciò che scrive la Petronilla del blog concorrente, anche noi ti vogliamo bene
Ciao ragazzi!
avete visto?alla fine sono venuta a visitare il vostro blog!!!!
Carinoooo… se non vi scoccia, spesso mi intrometterò anch’io nelle vostre conversazioni… mi volete??????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
BACI A TUTTI/E
BENVENUTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E brava Silvia….Sei dei nostri….
Io anche se piuttosto mi taglierei un braccio e lo lascerei sanguinare devo dare ragione a Petronilla…GRAZIE CHARLIE….ci hai fatto un bel regalo…sempre piu’ questo strumento ci aiuta a condividere e nel tempo anche a capire qualcosa in piu’…
In merito invece al perche’ le donne si abbigliano come dei pagliacci a volte nei luoghi meno adatti….la mia opinione e’ che ci sono delle donne che non sono libere…o meglio non si sentono libere di apparire come sono. Senza trucco, con la tuta, ecc. ecc. TORNERO’ a scrivere piu’ tardi ora devo scappare …………baci a tutti i miei fans…C’e’ ne sono vero?